Una fiaccolata per Abou... così si muore a 15 anni dopo un viaggio in mare, le torture subite e la quarantena

Una fiaccolata per Abou… così si muore a 15 anni dopo un viaggio in mare, le torture subite e la quarantena

Una fiaccolata per Abou… così si muore a 15 anni dopo un viaggio in mare, le torture subite e la quarantena

PALERMO – Arriva da Forum Antirazzista Palermo un’iniziativa organizzata in memoria di Abou, il ragazzo morto ieri.


Nello specifico, il migrante di 15 anni sarebbe arrivato nei giorni scorsi in Sicilia in gravi condizioni e, dopo essere stato sottoposto alla quarantena obbligatoria a bordo della nave Allegra, è stato portato all’ospedale Cervello del capoluogo siciliano. Da qui, dopo esser entrato in coma, sarebbe stato trasferito all’ospedale Ingrassia dove si è spento proprio ieri.


Dunque, in seguito all’accaduto, Forum Antirazzista Palermo ha organizzato una fiaccolata per Abou che si terrà questa sera alle ore 22 nella piazza Villena di Palermo, con l’uso della mascherina e il mantenimento della distanza interpersonale. Di seguito viene riportato il comunicato ufficiale dell’associazione.

Abou aveva 15 anni. Sulla pelle i segni di torture subite, presumibilmente, in Libia. Era solo. Salvato e trasbordato sulla nave quarantena GNV Allegra, in rada davanti Palermo. È stato dodici giorni su quella nave, dal 18 al 30 settembre: per lui, dopo le visite mediche del 28 e 29 settembre, è stato disposto il trasferimento in ospedale. Intubato. È disidratato, non collabora, non parla. Il giorno dopo entra in coma, viene trasferito dal Cervello all’Ingrassia. Due giorni. Poi muore. Ieri, 5 ottobre. A quindici anni. Solo“.

Le indagini sono in corso, appureranno le responsabilità. Ma noi non possiamo restare indifferenti. Vogliamo ricordare Abou, manifestare vicinanza a tutte le persone che sono costrette – dopo viaggi ed esperienze terrificanti e dopo le torture e le violenze in Libia – a subire respingimenti, odio e rifiuto da parte della nostra Unione Europea. Le navi quarantena, lo abbiamo detto più volte, sono strumenti pessimi e pericolosi. Sono il paravento dietro il quale nascondiamo le nostre responsabilità e che ci consente, per un po’, di non vedere e di fare finta di essere più sicuri. Intanto le tragedie si continuano a consumare“.

“Vogliamo unirci in una fiaccolata questa sera, martedì 6 ottobre, per dare ad Abou l’abbraccio che ha cercato e non ha ricevuto, l’affetto di cui ogni ragazzino ha bisogno. Vogliamo dire, a tutte e a tutti, che non ci stiamo, non ci arrendiamo, non ci lasceremo distrarre. Che vogliamo conoscere la verità, vogliamo sapere cosa succede su quelle navi quarantena in cui le persone diventano invisibili e sono trattenuti anche i bambini. Appuntamento alle ore 20 in piazza Villena (Quattro Canti). Portate con voi una fiaccola o una candela“.