Troppi vaccini in poco tempo, militare contrae l'epatite: il ministero della Salute condannato a risarcire 3 milioni - Newsicilia

Troppi vaccini in poco tempo, militare contrae l’epatite: il ministero della Salute condannato a risarcire 3 milioni

Troppi vaccini in poco tempo, militare contrae l’epatite: il ministero della Salute condannato a risarcire 3 milioni

CATANIA – Un militare ha contratto l’epatite cronica prima di partire per una missione all’estero a causa di alcuni danni provocati dalla tecnica di vaccinazione a lui somministrata.

A seguito dell’accaduto, il Tribunale di Catania ha condannato il ministero della Salute a risarcire tali danni: la cifra stimata è di 3 milioni di euro.



Silvio Vignera, difensore del militare, precisa all’interno della sua relazione che non nega in alcun modo la sicurezza o la validità dei vaccini, ma la loro plurima somministrazione all’interno di un arco temporale ristretto e senza adeguati controlli medici.

Secondo la ricostruzione dell’avvocato, nel 2000 all’uomo sono state propinate ben 7 dosi di vaccini, comprese quelle anti epatite di tipo A e B, in soli 4 giorni. Il tutto in vista della vicina partenza all’estero per una missione.


Due anni dopo, il militare ha iniziato a non sentirsi bene e a sottoporsi a diverse visite mediche e analisi di laboratorio. Nel 2009 gli è stata diagnosticata una “epatopatia cronica di natura da definire”.

Scrive Vignera, riguardo le vaccinazioni, che “sono fatte in pochi giorni senza valutare lo stato di salute e soprattutto un’eventuale immunodepressione del soggetto, mentre il ricorrente… è affetto da epatite cronica a forte impronta colestatica di verosimile natura autoimmune” 

Inizialmente non è stato riconosciuto il nesso causale tra la malattia e le vaccinazioni, da parte della commissione medico – ospedaliera di Palermo, dunque il militare ha presentato un ricorso amministrativo al ministero della Salute.

Respinto quest’ultimo, il caso è stato preso in mano dal giudice del Lavoro Caterina Musumeci, del Tribunale di Catania, che ha accolto il ricorso riconoscendo il collegamento tra la malattia e le vaccinazioni.