Tragedia Barriera, morte Domenico Crisafulli: una famiglia falcidiata dal dolore

Tragedia Barriera, morte Domenico Crisafulli: una famiglia falcidiata dal dolore

CATANIA – Un’altra vita spezzata in casa Crisafulli. Una famiglia che si ritrova a doversi stringere nuovamente e a farsi forza dopo la morte ieri sera, intorno alle ore 23, di Domenico, 25 anni, rimasto vittima di un tragico incidente stradale a Barriera, in via Zacco, all’incrocio tra via del Bosco e via De Logu.

Secondo le prime parziali ricostruzioni, il giovane si trovava a bordo di uno scooter quando, per cause da accertare, è stato raggiunto da una Smart nera, alla guida della quale si trovava una donna, perdendo la vita sul colpo.

Domenico, detto Mimmo, lascia una compagna, Oriana, e due figli piccoli. Il giovane era uno dei figli di Pietro Crisafulli, presidente della Sicilia Risvegli Onlus, impegnata a sostegno dei familiari dei malati in coma o affetti da gravi malattie neurodegenerative.

Domenico Crisafulli Oriana

Un nuovo dolore per Pietro, che si aggiunge alle perdite della madre, “mamma Angela, donna coraggio, morta lo scorso 27 novembre per choc settico, “dopo 20 giorni di straziante agonia“, come dichiarava il figlio su Facebook annunciandone la morte. 

Insieme, madre e figlio, avevano combattuto per Salvatore, conosciuto come il “Terry Schiavo italiano” o l'”anti-Welby“, amato figlio e fratello morto a 48 anni, il 21 novembre 2013 per un arresto cardiaco, dopo aver trascorso 10 anni completamente immobilizzato e incapace di comunicare se non attraverso gli occhi, a causa di un incidente stradale avvenuto l’11 settembre 2003.

Salvatore per due anni era stato in coma vegetativo permanente, dal quale si era miracolosamente risvegliato. La sua storia, per volontà della madre e del fratello Pietro, era diventata un filmLa voce negli occhi, diretto da Rosario Neri e interamente girato in Sicilia. 

Una storia forte, quella di Salvatore, che, nonostante fosse affetto dalla sindrome di “locked-in“, una malattia rara che comporta la tetraplegia e la paralisi della maggior parte dei muscoli, non voleva morire ma curarsi, credendo nel progresso scientifico e battendosi contro l’eutanasia.

Sono troppe le sfide di fronte alle quali la vita ha messo la famiglia Crisafulli. Il coraggio di certo non manca ma, di fronte al nuovo tragico lutto, Pietro, dal suo profilo Facebook si interroga disperato “Dio dove sei?“.

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