Terremoto di Santa Lucia. Un quarto di secolo è passato

Terremoto di Santa Lucia. Un quarto di secolo è passato

SIRACUSA – 01,24 del 13 dicembre 1990, la terra inizia a tremare. E tremerà per 45, infiniti, secondi. Il terremoto coinvolgerà una vastissima area della Sicilia Sud-Orientale: saranno ben 41 i comuni, tra Catania, Ragusa e Siracusa, che subiranno danni.

Il terremoto passerà alla storia come “Terremoto di Santa Lucia“, proprio il 13 dicembre infatti, Siracusa festeggia Santa Lucia, la sua patrona. Ma quell’anno andò diversamente, quell’anno non ci fu alcun festeggiamento, sulle strade si riversò invece la popolazione sconvolta ed ancora impaurita per quello che accadde quella notte. 

Il terremoto, che verrà classificato con un grado massimo di 5,7 della scala Richter, causerà 17 morti, tutti a Carlentini, centinaia di feriti e 15.000 senzatetto

Ma l’evento verrà anche soprannominato come il “Terremoto dei Silenzi“, non saranno infatti chiare le notizie riguardanti l’epicentro e l’intensità e non saranno da meno i sospetti per possibili insabbiamenti.

cartina terremoto

Infatti subito dopo la forte scossa l’epicentro verrà “localizzato” nel Golfo di Noto, poi i morti dei crolli di Carlentini faranno spostare l’epicentro a Carlentini o nel mare “al largo di Carlentini”: in realtà le autorità sapevano bene che il terremoto era stato localizzato in mare a pochi chilometri da Augusta, dove sorgono i grandi complessi industriali chimici e petrolchimici.

Ed è stata proprio la paura che il terremoto avesse arrecato gravi danni alla zona industriale a costringere le autorità e gli scienziati a mentire sulla localizzazione del vero epicentro.

Ma gli echi di quel 13 dicembre del 1990 risuonano ancora oggi: le popolazioni colpite dal sisma, che speravano, che volevano ripartire, in questi 25 anni hanno dovuto sorpassare non pochi ostacoli per riuscire ad ottenere dei fondi, dei contributi per poter ricostruire.

Ci sono voluti 12 anni per arrivare alla definizione dei debiti tributari che erano rimasti sospesi sin dall’ordinanza 2057/FPC del 21 dicembre 1990; infatti la L. 289/2002 ha stabilito che i tributi dovuti per il triennio 1990/1992 potevano definirsi versando a saldo soltanto il 10% dell’intero ammontare dovuto per ciascun tributo a titolo di capitale, al netto dei versamenti già eseguiti a titolo di capitale ed interessi.

terremoto dei silenzi

Ma i problemi non finiscono qua: coloro che non avevano usufruito delle numerose sospensioni e avevano versato puntualmente l’intero ammontare dei tributi dovuti per il triennio 1990/1992 si sono sentiti defraudati e hanno presentato regolari ricorsi al Giudice Tributario per ottenere lo stesso trattamento di coloro che avevano avuto il beneficio di chiudere con il passato versando soltanto il 10% del dovuto.

Dopo numerose sentenze e Commissioni di merito è intervenuta la Suprema Corte di Cassazione che, a partire dalla sentenza n. 20641 dell’1/10/2007 della sezione quinta, ha riconosciuto che “deve ritenersi che spetti a tutti il beneficio della riduzione del carico fiscale ad un decimo”, precisando che “detto beneficio si attua concretamente secondo due simmetriche possibilità di definizione: in favore di chi non ha ancora pagato, mediante il pagamento solo del 10% del dovuto da effettuarsi entro il 16/03/2003” (termine successivamente prorogato al 31/3/2008); in favore di chi ha già pagato, attraverso il rimborso del 90% di quanto versato al medesimo titolo, ancorché risultato parzialmente non dovuto ex post, per effetto dell’intervento normativo.

Bisogna poi attendere il 24 novembre 2014 per vedere sbloccati ulteriori 5 milioni di euro da parte della protezione civile, fondi che consentiranno di ultimare i lavori di recupero delle abitazioni dei privati cittadini.

Sono passati 25 anni da quella notte e tra insabbiamenti, difficoltà economiche e problemi che sembravano infiniti, ora la situazione può dirsi migliorata, ma resta sempre un timore, una domanda che molti preferiscono non farsi: se dovesse ricapitare oggi, saremo pronti?

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