Succede a Catania e provincia: 22 febbraio MATTINA - Newsicilia

Succede a Catania e provincia: 22 febbraio MATTINA

Succede a Catania e provincia: 22 febbraio MATTINA

CATANIA – Ecco le operazioni condotte dai carabinieri a Catania e provincia:

  • i carabinieri della Squadra Lupi del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania hanno arrestatoper il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, il 56enne catanese Sebastiano Litrico. Era diventato l’obiettivo dei Lupi che, infatti, avevano assunto informazioni stante le quali il 56enne, già da loro conosciuto per reati in materia di droga, stava incrementando la sua attività di spacciatore. Hanno così deciso di fargli visita nel suo ritrovo abituale, una sala giochi in piazza Cutelli, dove lo hanno fermato mentre tentava la fortuna a una slot machine. I militari quindi, al fine di alleviare le sue eventuali responsabilità di fronte alla legge, gli hanno chiesto se avesse droga da consegnare ma, alla sua risposta negativa, hanno deciso di fare un controllo nella sua abitazione di via Serravalle. L’atteggiamento dell’uomo era certo cambiato ma, fedele alla sua decisione ha preferito non consegnare nulla, nonostante il suo atteggiamento nervoso avesse già fatto intuire ai militari d’aver fatto centro ed ecco che, infatti, all’interno degli slip indossati da quest’ultimo hanno trovato un involucro con una pietra di cocaina e 70 euro, quindi, altri quantitativi di cocaina in forma solida per un totale di 55 grammi nei posti più disparati dell’abitazione, 3 involucri all’interno di una scatola di farmaci su una mensola della cucina e altri 6 all’interno di un pacchetto di sigarette nascosto sotto dei cuscini ma dulcis in fundo, come un segugio, un militare ha scovato all’interno della cappa della cucina un tesoretto di 3.800 euro, presumibile guadagno dell’attività illecita. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere catanese di piazza Lanza;
  • i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Piazza Dante hanno arrestato, nella flagranza del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, il 54enne catanese Michele Balsamo. I militari che lo tenevano d’occhio avevano notato lo strano e sintomatico andirivieni di giovani nei pressi della sua abitazione di via Cordai, quindi si sono appostati per scoprire il luogo ove l’uomo nascondeva la droga. L’attesa ha premiato i carabinieri i quali, con l’ausilio di un binocolo, hanno notato l’uomo inerpicarsi più volte con l’ausilio di una scala su un balcone di pertinenza di un’abitazione abbandonata, adiacente alla sua. Hanno deciso quindi di bloccarlo mentre stava riponendo la scala in un luogo appartato a tal punto che i carabinieri, riutilizzando la stessa, sono arrivati al balcone in questione dove, nascosto sotto un cumulo di rifiuti, hanno ritrovato un barattolo di vetro sigillato con 40 dosi di cocaina al suo interno già confezionata per la vendita al minuto e all’interno di un vecchio scarpone, altri quantitativi della stessa sostanza stupefacente in stato solido per un peso complessivo di 55 grammi. L’estensione della perquisizione all’interno dell’abitazione ha consentito ai militari di ritrovare una grande quantità di materiale necessario per il confezionamento delle singole dosi di droga. L’uomo è stato condotto nel carcere di Catania Piazza Lanza;
  • i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò e della Stazione di Biancavilla, con il supporto dei colleghi dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sicilia”, hanno arrestato i fratelli biancavillesi Fabrizio e Salvatore Di Stefano, rispettivamente di 28 e 37 anni, in quanto ritenuti responsabili di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, detenzione di armi e munizionamento clandestini e detenzione illegale di armi da guerra. I militari, nell’ambito di un servizio in Biancavilla finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti ed al consumo di droga tra i giovani, avevano sottoposto a controllo veicolare i fratelli ma, nell’occasione, l’intuito di un militare che aveva colto uno sguardo d’intesa tra i due, li ha indotti ad approfondire la ricerca effettuando anche una perquisizione domiciliare. Ed è stato nelle loro rispettive abitazioni di via Albania che i militari, con grande sagacia, sono riusciti a trovare armi e droga accuratamente occultati nei posti più impensabili. Nell’abitazione di Salvatore i carabinieri hanno infatti ritrovato 3 pistole a salve marca Bruni da 8 millimetri, già smontate e in attesa della modifica per la successiva consegna ai committenti, e la relativa necessaria attrezzatura per la loro alterazione e munizionamento vario 50 munizioni cal. 7,65, 22 munizioni cal. 38, 3 cartucce “remington” calibro 12 a pallettoni, 2 proiettili 44 “magnum”, una cartuccia calibro 30 luger “norma” con proiettile full metal jacket. Il ritrovamento di questo arsenale ha così spinto i militari ad approfondire le ricerche che hanno consentito loro di ritrovare una pistola Beretta cal. 7,65 con matricola abrasa, nascosta all’interno del carter di una cyclette da camera, e un’ulteriore pistola a salve analoga alle altre già trovate, ma già modificata per l’uso a fuoco, nascosta addirittura all’interno di un sacco e quindi ricoperta da cemento in polvere. Analoga ricerca effettuata nell’abitazione del fratello Fabrizio, adiacente a quella di Salvatore, ha permesso di sequestrare un chilogrammo di marijuana, circa 5 grammi di hashish, un bilancino di precisione e materiale utilizzato per la vendita della droga al minuto, e la somma di mille euro ritenuta provento dello spaccio. I due fratelli sono stati condotti nel carcere catanese di piazza Lanza;   
  • i carabinieri della Stazione di Grammichele hanno arrestato nella flagranza il 35enne Giacomo Taccetta del posto, in quanto ritenuto responsabile di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, interruzione di servizio pubblico, porto di armi od oggetti atti ad offendere. A seguito di segnalazione pervenuta tramite 112, i militari di pattuglia sono intervenuti nella sede del settore politiche sociali del comune, ubicata in via Libertini 3, poiché l’uomo, dopo essersi introdotto all’interno degli uffici, ha aggredito verbalmente i dipendenti distruggendo diverse parti di mobilio e suppellettili. Alla vista dei carabinieri, invece che desistere, ha tirato fuori un coltello a serramanico di lunghezza complessiva di 23.5 centimetri minacciandoli di morte. La pronta reazione dei militari ha consentito di disarmarlo, immobilizzarlo e ammanettarlo. L’arma è stata sequestrata, mentre l’uomo, ammesso al giudizio per direttissima, ha chiesto il patteggiamento per cui è stato condannato dal giudice a un anno di reclusione.