Stupefacenti ed estorsioni anche fuori dalla Sicilia: ecco chi erano i “Signori” della droga

Stupefacenti ed estorsioni anche fuori dalla Sicilia: ecco chi erano i “Signori” della droga

CATANIA – Dopo il clan Nizza e l’arresto di 36 persone nel quartiere di Librino a Catania, anche quello Morabito è finito nel mirino delle forze dell’ordine e delle guardia di Finanza.

Questa mattina, infatti, le fiamme gialle hanno disposto un maxi sequestro ai danni del gruppo criminale dei Morabito, affiliato da sempre alla famiglia Santapaola-Ercolano. Diversi i beni confiscati, anche in altri regioni d’Italia, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro.



Proprio i contatti e i mezzi, anche marittimi, in altre parti dello Stivale, servivano per gestire il traffico internazionale di stupefacenti. I Morabito, infatti, insieme ai Nizza, erano soprannominati i “Signori” della droga. 

Sono 4 fratelli: Angelo, Antonino, Rocco (in basso da sinistra a destra) e Roberto. La misura cautelare di oggi è stata presa ai danni dei primi tre, mentre il quarto, Roberto, era già stato sanzionato nel 2015 e, oggi, si trova condannato per tentato omicidio e per diverse rapine messe a segno a Catania e in alcune città della Toscana. A suo carico anche l’accusa di estorsione, usura e installazione di apparecchiature atte a intercettare e impedire conversazioni telegrafiche e telefoniche.

Complessivamente, una “carriera” di tutto rispetto quella dei fratelli Morabito, con diverse condanne di primo e secondo grado a loro carico per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, armi, rapine e ricettazione.

Se, come detto all’inizio, il clan Nizza operava su Librino, il quartiere di Picanello era “affar loro”. Tutto ciò che si muoveva e che riguardava la droga in quella parte di Catania era gestito e controllato da loro. Ovviamente nell’interesse della famiglia e dei Santapaola-Ercolano. E, per aumentare gli introiti, erano tanti gli affiliati in possesso di armi da guerra utilizzati per intimorire e portare a termine le estorsioni.

Per ricostruire le dinamiche esatte di alcuni loro movimenti e ricostruire il loro patrimonio sono state decisive le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Salvatore Cristaudo, cognato di Angelo Murabito, poiché marito della sorella Maria Rita.

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