Sovraffollamento delle carceri e suicidi, è emergenza: tasso di sovraffollamento pari al 113,2 % - Newsicilia

Sovraffollamento delle carceri e suicidi, è emergenza: tasso di sovraffollamento pari al 113,2 %

Sovraffollamento delle carceri e suicidi, è emergenza: tasso di sovraffollamento pari al 113,2 %

 

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Il numero dei detenuti è aumentato di 2.967 unità rispetto a un anno fa.

Con un simile tasso di crescita, di 3mila detenuti l’anno, si arriverà ad una situazione insostenibile. La capienza del nostro sistema carcerario è agli estremi.




I carcerati italiani sono 33.247, mentre le donne carcerate italiane sono 2.285,  di cui 49 sono quelle madri che vivono in carcere con 58 bimbi sotto i 3 anni di età. I figli dei detenuti che vivono fuori dal carcere sono invece 24.795, di cui 5.449 stranieri.  I detenuti stranieri presenti nei penitenziari italiani rappresentano il 34,1% del totale della popolazione carceraria, una percentuale in lieve aumento rispetto allo scorso anno.

Secondo le rilevazioni dell’Associazione Antigone per i diritti e le garanzie nel sistema penale di Roma, le persone detenute in carcere per reati contro il patrimonio sono 31.883, di cui 8.929 stranieri, per reati contro la persona sono 22.609, di cui 7.006 stranieri, per violazione della legge sulle droghe ci sono 19.752 detenuti di cui 7.386 stranieri, per violazione di quella sulle armi 10.072 persone, per reati contro la pubblica amministrazione 7.854 detenuti, per associazione a delinquere di stampo mafioso ci sono 7.048 detenuti, di cui 95 stranieri.

Nelle carceri italiane nel 2011 si sono suicidati sessantatre detenuti, un numero che è inferiore soltanto a quello della Francia, dove si sono tolte la vita cento persone. L’Italia detiene un record negativo per quanto riguarda il sovraffollamento degli istituti penitenziari. Per ogni 100 posti disponibili, ci sono 145,4 detenuti.

Dai sondaggi sulle condizioni di detenzione svolti dall’Osservatorio di Antigone emerge che in sette strutture le celle sono prive di riscaldamento, mentre in 36 istituti manca l’acqua calda; in quattro non è presente alcuna separazione tra il gabinetto e il resto della cella.  Inoltre, in 37 istituti penitenziari non vengono offerti corsi di formazione professionale.

La questione del sovraffollamento, per la quale l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel gennaio scorso, non è però l’unico problema. I punti critici dei penitenziari sono vari, tra cui la mancanza di opportunità di lavoro e formazione che costituisce un elemento fondamentale per il reinserimento del detenuto nella società, affinché una volta riottenuta la libertà, il soggetto non commetta nuovamente reati.  Un altro punto critico è rappresentato dall’elevata presenza in carcere di persone con problemi di consumo o abuso di sostanze stupefacenti o per violazione della normativa sulle droghe e la diffusione di problematiche sanitarie, dove circa un quarto delle persone detenute manifesta gravi forme di disturbo psichico.

 

Dario Campagna

Classe IV Sez. A S.I.A. – “I.I.S. G. De Felice Giuffrida-Olivetti”, Catania