Sorpresi ad annaffiare una piantagione di cannabis indica: in manette tre uomini, due sono padre e figlio - Newsicilia

Sorpresi ad annaffiare una piantagione di cannabis indica: in manette tre uomini, due sono padre e figlio

Sorpresi ad annaffiare una piantagione di cannabis indica: in manette tre uomini, due sono padre e figlio

MESSINA – Nella mattinata di ieri, i carabinieri della compagnia di Messina Sud, hanno arrestato in fragranza di reato i messinesi, già noti alle forze dell’ordine, L.S. 76enne e L.G. 54enne, padre e figlio e L.G. 65enne, tutti ritenuti responsabili del reato di produzione di sostanze stupefacenti per avere coltivato una piantagione di cannabis indica.

Nell’ambito dei servizi tesi a contrastare i reati in materia di stupefacenti anche nelle aree più impervie ed isolate del comune di Messina, i carabinieri hanno svolto servizi di perlustrazione nelle zone montane dei Villaggi di Santa Margherita e Santo Stefano Medio, individuando in località Castellaci alcuni terreni, sul costone limitrofo all’omonimo torrente, dove erano state realizzate delle coltivazioni e, nascosta tra gli agrumeti, i militari hanno individuato una piantagione di cannabis indica composta da 29 piante, ben sviluppate, di altezza variabile dal metro e mezzo ai tre metri.



Le piantate crescevano in tre distinte zone, nei pressi delle quali erano presenti delle vasche di irrigazione e, poiché il terreno si presentava asciutto, i militari hanno intrapreso un servizio di osservazione per individuare chi si sarebbe recato ad innaffiare le piante. Alle prime luci dell’alba di domenica sono giunti i tre uomini che sono stati bloccati ed arrestati dai carabinieri proprio nell’atto di irrigare la coltivazione.

Dai successivi accertamenti i tre sono risultati anche proprietari dei terreni sui quali erano coltivate le piante di cannabis.


Le 29 piante, dalle quali sarebbe stato possibile ricavare fino ad 8 chili di sostanza stupefacente, sono state estirpate e sottoposte a sequestro insieme al fertilizzante ed al materiale utilizzato per la coltivazione rinvenuto a seguito della perquisizione svolta nei casolari degli arrestati.

Al termine delle formalità di rito i tre arrestati sono stati rinchiusi presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari ed oggi sono comparsi davanti al giudice del tribunale di Messina per la celebrazione dell’udienza di convalida dell’arresto all’esito della quale gli indagati sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari ed il processo con rito direttissimo a loro carico continuerà nell’udienza del prossimo 13 agosto.

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