Sistema Simage per monitorare inquinamento siti industriali: un ulteriore passo avanti?

Sistema Simage per monitorare inquinamento siti industriali: un ulteriore passo avanti?

Sistema Simage per monitorare inquinamento siti industriali: un ulteriore passo avanti?

PALERMO – Nella scorsa settimana il problema dell’inquinamento nei tre siti industriali dellisola è stato affrontato dall’Assemblea Regionale Siciliana, che ha infatti varato una legge per l’istituzione di un sistema di monitoraggio costante con sensori e centraline, denominato Simage.


Un provvedimento che ha stimolato il dibattito tra gli addetti ai lavori, soprattutto riguardo alla qualità dell’aria nei luoghi spesso esposti all’emissione di sostanze odorigene dannose. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Giorgio Pasqua, spiega come funzioneranno questi sistemi e come già prima esistessero altre due leggi che hanno fatto da apripista.


“C’è stato un lungo iter per arrivare a ciò – afferma Pasqua – e questa legge regionale per l’istituzione del Simage arriva dopo la 152 del 2006 e la 155 del 2010. Adesso manca solo la firma dei protocolli, ma possiamo dire di aver istituito un sistema attraverso il quale la qualità delle emissioni nell’aria nei siti industriali può essere captata in tempo reale tramite dei sensori e con aggiornamento su internet. Sarà importante senza ombra di dubbio far rispettare le regole e per far sì che ciò avvenga ci vorrà una maggiore vigilanza. Nei tre siti industriali della nostra isola chiaramente le problematiche sono diverse, perché a Gela è in corso la riconversione green della raffineria Eni, mentre nel caso del polo petrolchimico siracusano la cosa è molto più complessa”.

Il direttore tecnico di Arpa Sicilia, Vincenzo Infantino, sottolinea come l’agenzia abbia dato il suo contributo su diversi aspetti e come per i luoghi in cui sono presenti impianti industriali il beneficio sia maggiore.

C’è stata una serie di passaggi nella Quarta Commissione Ambiente della Regione Siciliana – spiega Infantino –, nei quali è stata sentita l’Arpa Sicilia, per gli aspetti di applicabilità della norma. La nostra agenzia ha poche persone, ma noi abbiamo fornito indicazioni per migliorare il testo di legge. Il Piano di tutela della qualità dell’aria è un provvedimento importante in via di applicazione ed esplicherà gli effetti di tutela della qualità dell’aria nei prossimi anni. Il Simage potrebbe contribuire alla riduzione dell’inquinamento e al raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano per le aree industriali. Credo che l’assessore all’Ambiente, Totò Cordaro, abbia contribuito anche modificando parti di testi di legge nelle quali entravano in gioco i privati per le attività residuali. Ma ci sarà bisogno anche di creare tutto quello che prevede la legge e ci auguriamo che essa abbia gli effetti sperati. L’assessorato all’Ambiente dovrà definire alcune cose previste da essa per portarci a operare al meglio. Si dovranno definire le procedure con le quali le aziende ci trasferiranno in tempi e modi adeguati le informazioni relative ai dati ambientali. Mi riferisco a quelle relative alle emissioni dalle sorgenti stazionarie o dagli impianti che misurano in continuo quelli industriali. La legge del 2006 riguarda le sorgenti stazionarie, mentre quella del 2010 guarda alla qualità dell’aria in generale”.

In questo caso si è tenuta una maggiore attenzione ai siti industriali, ma tutto questo rappresenta comunque un’integrazione. Il sistema cercherà di rispettare i tempi previsti riguardo alle segnalazioni per una maggiore efficienza.

“Questa norma guarda più alle aree industriali – conclude Infantino –, ma un rafforzamento delle attività farà sempre bene. Le segnalazioni, che dovrebbero avvenire con immediatezza, attiveranno una serie di controlli. I sensori segnaleranno una particolare situazione e la nostra agenzia verrà allertata in tempo reale per risalire alla fonte inquinante e informare i cittadini su quello che starà avvenendo. L’imprenditore sa che dovrà rispettare le norme e dovrà dare ai cittadini risposte al pubblico per essere entro una soglia di rischio accettabile. Per le tre aree il problema è stato affrontato in modo differente, perché a Gela vanno messi sensori per un’attività in via di conversione. Milazzo e il polo siracusano meritano un’attenzione maggiore. Il Simage svolgerà un’attività di controllo per allertare gli operatori per fare campionamenti e misure finalizzate alla risposta a sollecitazioni di tipo ambientale”.