Sigonella, tra strategie militari e crisi sventate: la storia dell'Hub of the Med cresciuto ai piedi dell'Etna - Newsicilia

Sigonella, tra strategie militari e crisi sventate: la storia dell’Hub of the Med cresciuto ai piedi dell’Etna

Sigonella, tra strategie militari e crisi sventate: la storia dell’Hub of the Med cresciuto ai piedi dell’Etna

LENTINI – Circa 1.200 metri quadri di superficie distribuiti a cavallo tra le provincie di Catania e Siracusa, sotto l’imponente presenza dell’Etna e gli sguardi internazionali. Sono tanti gli occhi puntati, in queste ore, sulla base aerea di Sigonella dove coabitano le sedi dell‘Aeronautica militare italiana e della Naval Air Station (Nas) della Marina statunitense.

Un’abitudine consolidata, ormai, per i tanti militari presenti nell’aeroporto “Cosimo Di Palma” – questo il nome ufficiale della base – che da decenni operano in un luogo dal ruolo capitale per gli equilibri politici e militari nel Mediterraneo.

La delicatissima crisi scoppiata in questi giorni tra Stati Uniti e Iran a seguito dell’uccisione del generale Quasem Soleimani, comandante della Niru-ye Qods, l’unità delle Guardie Rivoluzionarie, ha risvegliato l’interesse per la base aerea della US Navy nel Mediterraneo generando, come da previsione, complotti e preoccupazioni.

Smentita ufficialmente l’indiscrezione della presunta partenza dalla Sicilia del drone Predator che ha eliminato il capo militare iraniano, c’è chi, come il comitato regionale “Nowar”, continua a invocare la chiusura della base nel nostro territorio.


Difficile credere, però, che il commander in chief delle forze armate statunitensi, Donald Trump, possa decidere a breve di demilitarizzare un avamposto strategicamente progettato per pattugliare ben tre continenti e setacciare, in particolare nel corso degli ultimi anni, la fetta settentrionale dell’Africa.

L’importanza di Sigonella in Sicilia risulta evidente già dalle sue origini, quando all’inizio degli anni ’50 gli Stati Uniti decisero di trasferire in Sicilia gli aerei antisommergibile P-2 Neptune della US Navy, precedentemente collocati nel porto di Hal Far, sull’isola di Malta. Da allora, la presenza “yankee” sul territorio è diventata sempre più ramificata, in virtù di un crescente programma di espansione delle missioni nel bacino del Mediterraneo.

L’attività ufficiale di Sigonella prese il via soltanto nel 1959, quando la base iniziò a operare sotto la nomina di “Naval Air Facility 1”. L’elevazione a “Naval Air Station” avvenne nel 1980, cinque anni prima della celebre “crisi di Sigonella” che degenerò in un caso diplomatico e in uno sfiorato scontro armato tra Stati Uniti e Italia a seguito dell’atterraggio nella base dell’aereo con a bordo i dirottatori della nave da crociera “Achille Lauro”.

Le forti increspature nei rapporti tra Ronald Reagan e Bettino Craxi non minarono, però, l’egemonia di “The Hub of the Med”, così come non sono state un deterrente le frequenti alluvioni avvenute nell’area durante i decenni passati. Nel corso della sua storia recente, la base aerea è tornata protagonista in occasione di diverse missioni per fornire “appoggio”, come al tempo della guerra del Golfo del 1991 e dell’operazione “Odyssey Dawn” del 2011.

Immagine di repertorio

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