Sicilia: spiagge da sogno o disastri ambientali?

Sicilia: spiagge da sogno o disastri ambientali?

SICILIA – Spiagge da sogno? Acqua cristallina e sabbie dorate? Quest’anno la Sicilia veste la maglia nera nella classifica delle spiagge più belle d’Italia, perdendo due gioielli come Marina di Ragusa e Marsala.

La “Bandiera blu”, cioè il riconoscimento dalla Fee (Foundation for environmental education) in base a determinati criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio, sventola soltanto su cinque spiagge siciliane. Ecco quali: Tusa, Ispica, Pozzallo, Lipari e Menfi.

La nostra isola, come tutti sanno, detiene il primato non solo per vitalità e accoglienza, ma anche per il grande numero di chilometri di costa balneabile rispetto al resto della nazione ma qualcosa quest’anno è andato storto: come dicevamo poc’anzi gli angoli di paradiso tutti siciliani che ci hanno portato sulla cresta dell’onda del turismo sino ad ora, hanno subito un brusco calo di posizione nelle classifiche nazionali e internazionali: solo cinque premiate rispetto alle 280 spiagge italiane prese in considerazione. Tra queste, in vetta troviamo la Liguria dove la bandiera è stata assegnata a 23 località diverse mentre la Sicilia è stata equiparata al Trentino – Alto Adige che, grazie ai bellissimi laghi, ha guadagnato, appunto, cinque bandiere.

I criteri per l’assegnazione del riconoscimento internazionale, è bene specificarlo, vanno dall’eccellente qualità dell’acqua, all’efficienza della depurazione, dalla dotazione dei servizi sulle spiagge alla presenza di spazi verdi e piste ciclabili.

Tutto dipende, dunque, dall’impegno delle amministrazioni comunali nel ”rispetto dell’ambiente”.

Perdere un primato simile fa veramente rabbia dal momento che siamo rinomati in tutto il mondo per le nostre bellezze paesaggistiche ma se ci riflettiamo è un dato anche un po’ allarmante: siamo forse, ancora una volta, davanti alla solita superficialità e al solito disinteresse della classe politica siciliana?

E dire che negli anni passati ben undici spiagge siciliane hanno vantato il titolo in questione. In provincia di Messina si sono distinte: Lampare a Tusa, Acquacalda e Canneto a Lipari, le spiagge termali e Gelso a Vulcano. In provincia di Ragusa invece: Santa Maria del Focallo e Cirica a Ispica, Pietrenere e Raganzino a Pozzallo. E infine in provincia di Agrigento: Bertolino e Porto Palo Cipollazzo a Menfi.

Intanto Newsicilia.it stila per voi la top three delle spiagge isolane che continuano a sprizzare bellezza da tutte le parti e dove è ancora bellissimo trascorrere una giornata di relax.

Al primo posto troviamo la spiaggia dei Conigli di Lampedusa. La sabbia e il mare creano una combinazione emozionante e un fascino impareggiabile: questo angolo di Mediterraneo, famoso anche per essere scelto dalla tartaruga Caretta Caretta per riprodursi, è certamente da includere nei luoghi da visitare almeno una volta nella vita. Il secondo posto del podio è occupato dalla Riserva dello Zingaro a San Vito Lo Capo che racchiude alcune delle più belle calette della Sicilia, come Cala Varo, Punta della Capreria e Cala Marinella. E dulcis in fundo, al terzo posto troviamo la spiaggia Cala Mosche a Noto che, dalla riserva di Vendicari, è raggiungibile a piedi con un percorso di circa un chilometro. Grazie al fascino ancora selvaggio e all’assenza di servizi offre un rifugio dorato a quanti sono in cerca di pace e quiete.

Quella di oggi è solo una puntata di un’inchiesta che, restringendo il campo di azione, ci poterà in giro per le spiagge catanesi. Parleremo di barriere architettoniche e punteremo l’attenzione su quali sono i requisiti che uno stabilimento balneare deve avere per essere funzionante e a norma.

Se anche voi da casa desiderate segnalarci disservizi scrivete a redazione@newsicilia.it

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