Si è spento Don Ugo Aresco, caposaldo formazione cattolica catanese e amato dai suoi ragazzi

Si è spento Don Ugo Aresco, caposaldo formazione cattolica catanese e amato dai suoi ragazzi

CATANIA – Con questo scritto si desidera ricordare il percorso di vita del Sac. Ugo Aresco che, sin dalla Sua ordinazione sacerdotale, attraverso le Sue opere ha sempre posto attenzione alla cura e crescita delle anime delle migliaia di giovani che hanno preso parte alle attività da Lui realizzate”, a salutarlo e ricordarlo è il “Clan dei ragazzi”.

“Infatti, nel tempo in cui era Assistente Diocesano degli aspiranti, ragazzi compresi tra i 10 ed i 15 anni, fondò la ‘Lega dei ragazzi’ che ruotava intorno all’Azione Cattolica. Furono anni intensi in cui si dedicò alla formazione dei ragazzi attraverso numerose e svariate attività a loro più congeniali per dare risposte alla irrequietezza degli adolescenti di quei tempi. Fu così che nel 1961, nel tentare di trovare una forma organizzativa che fosse più rispondente alle esigenze dei giovani di quel tempo, cambio il nome di Lega in ‘Clan dei Ragazzi’. L’obiettivo di Padre Aresco era sempre l’attività pastorale giovanile che errò potesse essere realizzata senza le rigide regole di quel tempo che vedeva distinti il gruppo dei ragazzi dalle ragazze“, continuano.


La storia prosegue: “Tale novità fu accolta positivamente anche dalle famiglie dei giovani che, nonostante un cambiamento di prospettiva epocale, si lasciarono coinvolgere nella vita del gruppo che fu caratterizzato da un forte senso di appartenenza. Sempre per lo spirito di innovazione che ha contraddistinto l’agire pastorale formativo di Padre Aresco, gli anni che seguirono furono di un suo impegno costante in attività ricreative innovative che fossero occasione di aggregazione. Nacque così la festa in maschera ‘Cuori in festa’ che ancora oggi si realizza, numerosi musical ispirati alle favole ed il gruppo folkoristico ‘Figli dell’Etna’“. 

Nel 1964 l’Associazione Clan dei Ragazzi venne costituiti ufficialmente, con apposito atto notarile, per dare ufficialità alla gestione delle diverse attività realizzate precedentemente desciritte ma anche alle altre che man mano prese avvio quali quelle oratoriali, sportive e di promozione culturale – sempre di ispirazione cattolica – e all’attività catechistica.


La attività sportive, tra queste particolarmente il calcio e la pallavolo, si realizzavamo nel cortile adiacente alla Chiesa di S. Agata la Vetere che, man mano che passavano gli anni non rispondeva più alle esigenze del numero dei giovani che lo frequentavamo e della diversificazione delle tipologie di sport. A Padre Aresco venne quindi l’idea di realizzare degli impianti sportivi nella campagna adiacente al ex Seminario estivo di S. Giovanni La Punta dove, già da una ventina di anni, aveva trasferito l’attività sanitaria del Centro di Riabilitazione “Villa Angela” nato anch’esso, nel 1964 su sollecitazione dell’illustre Prof. Angelo Majorana , del Dott. Enzo Arena  e del Dott. Luigi Di Gregorio fondatore e frequentante le attività del Clan. Lo scopo della realizzazione degli impianti sportivi nel sito di S. Giovanni La Punta non era fine a sé stessa bensì aveva l’obiettivo di non isolare i giovani disabili presenti nel Centro di Riabilitazione ma inserirli in un contesto di crescita gioiosa e armonica con i ragazzi che avevano la fortuna di vivere una vita normale e, contestualmente, dare ai ragazzi frequentanti le attività del Clan dei Ragazzi, la possibilità di crescere con spirito di solidarietà e impegno sociale non indifferenti.

L’impegno apostolico di Padre Aresco si è realizzato anche attraverso le attività a carattere naturalistico svolte a partire dal 1964 nel sito di Cassone del comune di Zafferana Etnea con l’acquisto di numerose tende per l’organizzazione dei primi campi estivi. Questo impegno proseguì con la realizzazione, nel 1974, dello Chalet Clan dei Ragazzi nella Pineta di Linguaglossa dove sono state realizzate centinaia di settimane natura, settimane bianche, Campi scuola e colonie estive. 

L’impegno apostolico ha permeato tutta la vita di Padre Aresco, sempre impegnato nella realizzazione di opere, prioritariamente in favore di giovani e ragazzi ed alla realizzazione del “dono di sé per gli altri”

“Ha sempre creduto nel valore dell’integrazione tra giovani ‘normodotati’ e giovani ‘diversamente abili’, dono e scambio reciproco perché ciascuno possa arricchire ed essere arricchito dall’altro. Anche “Villa Angela” è stata concepita non come struttura residenziale di lungo degenza volta a ‘contenere e confinare la grave patologia psichica per proteggere la società dal pericolo rappresentato dalla follia, né tanto meno è un luogo che serve a proteggere dal mondo esterno chi nella società è più debole’ ma come luogo di cura aperto, che consenta al soggetto di percepire l’esperienza residenziale in maniera sintonica rispetto al proprio percorso di crescita e orientata alla fiducia verso la vita e il prossimo, e non come un taglio che lo escluderà irreversibilmente dal mondo dei cosiddetti ‘normali’“, concludono.