Sfregio alla Scala dei Turchi, la denuncia di Mareamico: "Uno scempio" - FOTO e VIDEO - Newsicilia

Sfregio alla Scala dei Turchi, la denuncia di Mareamico: “Uno scempio” – FOTO e VIDEO

Sfregio alla Scala dei Turchi, la denuncia di Mareamico: “Uno scempio” – FOTO e VIDEO

REALMONTE – Nei giorni scorsi, nel corso di un sopralluogo, Mareamico ha riscontrato una gravissima manomissione del banco marnoso della Scala dei Turchi, in territorio di Realmonte (AG).

“Abbiamo rilevato una lunga serie di fori, paralleli e prossimi alla linea di intersezione tra le sabbie e la roccia sedimentaria che costituisce la gradonata della Scala dei Turchi, proprio all’entrata del notissimo sito, che è annoverato tra le più belle opere d’arte naturali del mondo, candidata a essere patrimonio dell’intera umanità. Fori verticali, tutti uguali, del diametro di 3 cm e della profondità compresa tra 3 e 5 cm, lì a fare brutta mostra di sé”, si legge in un comunicato dell’associazione ambientalista, che ha definito l’intera faccenda “uno scempio.



Chi è stato? E per quale motivo? Queste sono le domande principali. In merito, Mareamico commenta: “Va rilevato innanzitutto che nessuna autorità preposta alla tutela del bene sembra che abbia concesso alcuna autorizzazione”.

Scartando l’ipotesi di uno sfregio volontario in un “monumento naturale di inestimabile bellezza” e dopo aver effettuato un attento esame ravvicinato dei fori, si valuta l’ipotesi che si tratti di un prelievo di campioni per il carotaggio.


“Uno studio? Una ricerca? Analisi? Motivi scientifici? Se così fosse siamo al paradigma che la scienza può violentare e deturpare la natura e le sue bellezze! Ci viene da chiedere: perché proprio lì? Perché in quel modo?”, si chiede Mareamico.

E poi ancora domande: “Non si chiede il permesso ad alcuno per deturpare un monumento naturale? Non si sente la necessità di valutare ipotesi diverse di indagini? Non si avverte la necessità di ripristinare un sito sensibile? Quando il mondo imparerà a rispettare la natura, le bellezze naturali, le opere d’arte e tutto ciò che rappresenta il nostro passato che, al contempo, è il nostro futuro?”.

La denuncia è accompagnata da una serie di foto e da un video.

 

 

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