Sequestrati tre milioni di euro di beni a presunto mafioso marsalese

Sequestrati tre milioni di euro di beni a presunto mafioso marsalese

MARSALA – Gli agenti di Polizia della Divisione Anticrimine della Questura di Trapani, insieme ai Militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Trapani e alla Compagnia dei Carabinieri di Marsala, hanno eseguito a Marsala e a Mazara del Vallo il sequestro di beni per un valore stimato di circa 3 milioni di euro, nei confronti di Pietro Centonze, 48 anni.

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione su proposta del Procuratore di Marsala e del Questore di Trapani.

In particolare Centonze risulta essere un soggetto socialmente pericoloso, in quanto gravemente indiziato di appartenere a “Cosa Nostra” nella fattispecie alla famiglia mafiosa di Marsala.

L’uomo, infatti, tratto in arresto nel 2002 nell’ambito dell’operazione antimafia di Polizia c.d. “Progetto Peronospera”, è stato condannato con sentenza definitiva della Corte di Appello di Palermo nel 2005 a due anni e 6 mesi di reclusione, in quanto colpevole del reato di favoreggiamento aggravato; avrebbe infatti favorito la latitanza dei boss mafiosi Amato.

La pericolosità di Centonze si è manifestata, altresì, nel più recente periodo, con il coinvolgimento nell’omicidio dei due extracomunitari: Alì Essid e di Rafik El Mabrouk, avvenuto il 3 Giugno 2015 a Marsala.

Per il duplice omicidio l’uomo è stato arrestato e condannato, insieme al cugino, Domenico Centonze, a vent’anni di reclusione.

Sono stati sequestrati 19 beni immobili, 7  beni mobili registrati,  4 imprese, 14 tra conti correnti e rapporti bancari di altra natura, per un valore complessivo, come già detto, di circa 3 milioni di euro.

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