"Ritrovare spirito unitario dei mesi difficili", il Governo e la "stretta finale" anti-Covid: si pensa all'Esercito in strada

“Ritrovare spirito unitario dei mesi difficili”, il Governo e la “stretta finale” anti-Covid: si pensa all’Esercito in strada

“Ritrovare spirito unitario dei mesi difficili”, il Governo e la “stretta finale” anti-Covid: si pensa all’Esercito in strada

Oltre 2.800 nuovi casi ieri, 2.500 l’1 ottobre, una vera e propria “scalata” quella del Coronavirus dopo la fine del lockdown, precisamente a partire dalla cosiddetta fase 3. Numeri preoccupanti, che ci riportano indietro nel tempo, addirittura ad aprile in pieno lockdown. Numeri che costringono governi nazionali e regionali ad adottare misure nuovamente più stringenti, a prorogare lo stato d’emergenza a fare permanere la mascherina nel nostro outfit anche in situazioni dove prima non era più obbligatoria.


La famigerata “seconda ondata” sembra essere arrivata anche nel nostro Paese. Il ministro della Salute Speranza ha parlato di “stringere i denti per altri 7-8 mesi” (fino all’arrivo del vaccino per intenderci), nel frattempo si pensa alla proroga dello stato d’emergenza fino al 31 gennaio e si attende con ansia il 7 ottobre, giorno nel quale verrà presentato il nuovo Dpcm nazionale.


E che dire della Sicilia? In pieno lockdown era una delle regioni italiane meno colpite dal virus, tanto che lo stesso presidente della Regione, Nello Musumeci, aveva elogiato i suoi cittadini per il rispetto delle regole. Ora l’isola, invece, è una delle regioni più colpite in Italia e lo stesso governatore ha firmato una nuova ordinanza con la quale obbliga l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza sempre, anche all’aperto, anche quando non c’è assembramento.

Una soluzione presa anche dalla Campania e dal Lazio e che, secondo il principio di omogeneità tra regioni, prenderà probabilmente una piega nazionale. Già, perché nel nuovo Dpcm, che sarà presentato in Parlamento, verrà probabilmente inserito l’obbligo di mascherina anche all’aperto, oltre a tante altre possibili restrizioni. In particolare, nel nuovo decreto si punterà a “combattere la movida, teatro di assembramenti e mancato rispetto delle norme da nord a sud. Tanto che sembrerebbe che nel nuovo Dpcm, il Governo possa mettere limitazioni nella chiusura degli esercizi commerciali, ma non solo.

Con l’obbligo di mascherina in qualsiasi situazione – eccetto quando si sta tra congiunti e parenti – e a qualsiasi ora, infatti, aumenteranno sensibilmente i controlli delle forze dell’ordine. Polizia, carabinieri, finanzieri, agenti della municipale saranno chiamati a fare gli “straordinari” per fare rispettare le regole, che rappresentano (forse) la stretta finale prima dell’arrivo del vaccino. Ma, probabilmente, non saranno da soli nel loro lavoro. Infatti, il Governo sarebbe pronto a mettere in campo l’Esercito per aiutare le forze dell’ordine. Un probabile connubio tra forze armate e dell’ordine, con uno scopo ben preciso, fare rispettare la legge e intervenire con il pugno duro in caso di assembramenti, soprattutto nei luoghicritici” in termini di movida e afflusso di gente.

In tutto ciò, il Governo si affida anche al suo Comitato tecnico scientifico, sempre in prima linea nell’individuazione di soluzioni, anche drastiche, in periodi caratterizzati dall’aumento di contagi; come questo, insomma. Per esempio, il Cts vorrebbe contingentare, non solo le presenze agli eventi all’aperto e al chiuso, ma anche alle feste private. Una soluzione che verrà valutata dal premier e dai ministri. “Ora siamo in una fase di crescita dell’epidemia e dobbiamo ricostruire lo spirito unitario che ci ha guidato nei mesi più difficili“, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella trasmissione “Mezz’ora in più” di Rai 3.

L’Italia che sta faticosamente uscendo dalla pandemia dovrà essere una comunità rigenerata: il nemico non è stato ancora sconfitto, siamo consci che non possiamo disperdere i sacrifici compiuti“. Lo dice il premier Giuseppe Conte ad Assisi, in occasione delle celebrazioni della festa di San Francesco.

In questo clima di incertezza, paura, e anche una comprensibile rabbia di commercianti e titolari, la parola d’ordine deve essere una, “prudenza”. E se si vuole aggiungerne un’altra, “pazienza”. Per molti, però, la pazienza è finita, ma è anche vero che il virus non ha pietà per nessun tipo di situazione.

Immagine di repertorio