Ripristino tratta ferroviaria Alcantara-Randazzo: siamo sulla buona strada?

Ripristino tratta ferroviaria Alcantara-Randazzo: siamo sulla buona strada?

MOTTA CAMASTRA – Un tratto di ferrovia non più attivo da 26 anni tra le province di Catania e Messina. Stiamo parlando della linea AlcantaraRandazzo, aperta nel 1959 e chiusa nella prima metà degli anni ’90. Un lungo sentiero di ferro lungo 37 chilometri, che partiva da Taormina, nel Messinese, passava per la parte più interna del territorio di Giardini Naxos (ME), in cui è presente la stazione Alcantara, e saliva verso Randazzo (CT) seguendo il percorso del fiume Alcantara. Lungo il resto del suo percorso era possibile ammirare anche l’Etna e i monti Nebrodi ed erano presenti ben sette stazioni, tutte distanti dai centri abitati.

Esse ricadevano a Gaggi, nel Messinese, a Graniti (ME), a Motta Camastra e a Francavilla di Sicilia (ME), Castiglione di Sicilia, nel Catanese, Mojo Alcantara (ME) e Randazzo. Una riattivazione di questo percorso potrebbe essere utile nell’ambito del raddoppio della tratta GiampilieriFiumefreddo all’interno della più ampia Messina-Catania, ma esso rappresenta anche una delle linee ferroviarie turistiche della Sicilia.


Marco Crimi, presidente dell’Associazione Ferrovia Valle dellAlcantara, parla di ciò che ha portato alla dismissione di questo tracciato e spiega come negli anni non siano mancate delle idee per una sua riapertura, molto importante per diversi motivi.

“Tra il 2007 e il 2008 – afferma Crimi – c’era stato un interessamento da parte della Ferrovia Circumetnea per prendere la tratta e riaprirla. Ma poi capirono che non era conveniente acquisire il tracciato. Nel 1992 è stata chiusa al traffico viaggiatori, poi ci sono stati lavori di ammodernamento, ma non è stata riaperta. Fino al 1994 ci sono stati dei treni speciali con locomotive a vapore che facevano viaggi organizzati dalla Provincia Regionale di Catania, capitanata da Nello Musumeci, che conosce le potenzialità di questo percorso. Le Gole dell’Alcantara rappresentano sicuramente il fiore all’occhiello, ma a pochi chilometri di distanza ci sono il borgo di Motta Camastra, Francavilla di Sicilia e Randazzo. La stazione delle Gole dell’Alcantara, che sarebbe importante data l’immediata vicinanza del sito turistico, fino al 1992 era un casello e dopo la fine dei lavori doveva diventare diventare una fermata, ma non è più stata attivata. La Alcantara-Randazzo è una delle quattro tratte turistiche, le altre sono la Noto-Pachino, la Castelvetrano-Porto Palo di Menfi e la Agrigento-Porto Empedocle. Solo quest’ultima però è attiva grazie a un’associazione che si è intestardita per la valorizzazione del turismo in quei luoghi”.


Nell’ambito del raddoppio della tratta Giampilieri-Fiumefreddo un supporto può essere rappresentato dalla fermata di Letojanni (ME). Inoltre la sinergia con lente che gestisce il servizio e con la politica è costante.

La stazione di Letojanni verrà utilizzata anche come bretella di collegamento – conclude Crimi – tra la vecchia linea e quella nuova, in modo da mantenere la connessione con l’Alcantara-Randazzo. Da quando la nostra associazione è nata noi collaboriamo con l’ente gestore nazionale per l’organizzazione di sopralluoghi per vedere lo stato delle opere, nel quale vigilano sempre. Rispetto al 1994, quando non era più conveniente tenere la tratta aperta, le cose sono cambiate, anche perché c’è un nuovo modo di fare turismo. Credo che loro stessi siano disposti al ripristino, specialmente dopo la legge 128. I sindaci e gli amministratori locali ci stanno supportando parecchio”.  

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, puntualizza: “È un progetto importante perché metterebbe in campo un collegamento di tipo paesaggistico tra le meraviglie dell’Etna, ma bisogna reperire le risorse finanziarie, che ammontano a circa 200 milioni di euro”.

Fonte immagine: bronte118