Ripresa economia in Sicilia, il programma delle tre sigle sindacali: turismo e infrastrutture tra le priorità

Ripresa economia in Sicilia, il programma delle tre sigle sindacali: turismo e infrastrutture tra le priorità

PALERMO – Con la ripresa delle attività commerciali, in Sicilia si pensa al futuro dell’economia, e in particolare ai rischi che il settore potrebbe correre a causa della lunga chiusura e alle azioni da intraprendere sia per evitare conseguenze peggiori che per una futura ripartenza. Le tre sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, hanno stilato tre diversi programmi per la ripresa, che però hanno al loro interno alcuni punti in comune.


Il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, sottolinea come nella nostra regione si debba pensare a un nuovo apparato produttivo. Accanto a esso rivestono una grande importanza anche l’istituzione di un’agenzia di sviluppo e la riforma di uno statuto dei diritti dei lavoratori.


Abbiamo bisogno di un nuovo modello di apparato produttivo – spiega Mannino –, ragionando prima di tutto su una nuova politica industriale. In Sicilia si produce l’8 % del Prodotto Interno Lordo contro il 17-18 % nazionale. Dobbiamo avvicinarci alla nostra vocazione territoriale, puntando sulla lavorazione e sulla trasformazione dei prodotti agricoli. Poi vengono le politiche del turismo, perché noi abbiamo un patrimonio che ci consentirebbe di destagionalizzare l’afflusso. Per arrivare a ciò dovremmo costruire una rete di servizi e fare un grosso investimento nelle infrastrutture. Dobbiamo rilanciare anche il sistema socio-sanitario e l’istruzione, con servizi per l’infanzia, perché abbiamo il 44 % dei bambini da 0 a 3 anni senza alcun servizio. Ci vuole un ulteriore investimento nell’edilizia scolastica, anche per incrementare il numero di cattedre. Per il sistema socio-sanitario ci vuole una politica integrata, puntando su una maggiore presenza delle strutture nel territorio. L’agenzia di sviluppo è strategica sia per coordinare le politiche industriali che per gestire un progetto, sia dal punto di vista burocratico che da quello amministrativo. Lo statuto dei diritti dei lavoratori va riformato, perché essi devono essere universali, indipendentemente dal contratto. Abbiamo presentato una proposta soprattutto per la tutela dei diritti dei lavoratori più precari”.   


Sebastiano Cappuccio, numero uno della Cisl regionale, basa il programma sui seguenti settori: infrastrutture, occupazione, sicurezza sul lavoro, sanità, politiche sociali, istruzione, turismo, agroalimentare, pubblica amministrazione, edilizia e industria. Grande importanza viene data anche alle Zone Economiche Speciali.



“Siamo partiti dalle infrastrutture – afferma Cappuccio –, per le quali dobbiamo completare una serie di percorsi fermi da anni, come il viadotto Himera. Ci vogliono investimenti anche per la viabilità secondaria. Poi c’è il lavoro, per il quale servono politiche attive per la gestione sia della crisi che delle prospettive future. Si tratta anche di rifinanziare gli ammortizzatori sociali, rafforzare gli apprendistati di primo e terzo livello e riprendere nelle massime condizioni di sicurezza e prevenzione. Per la sanità dobbiamo ridisegnare il territorio in base alla portata demografica e ai bisogni. La stessa cosa deve essere fatta per il welfare, con servizi socio-sanitari integrati e socio-educativi, che sono importanti anche allo scopo di un’integrazione tra scuola, università e ricerca. Abbiamo proposto anche l’istituzione di distretti turistico-culturali per unire la presenza alberghiera con quella dei beni culturali. Il settore agroalimentare, se non dispone di servizi e infrastrutture, non è efficiente, mentre per la pubblica amministrazione si deve lavorare per accorciare i tempi. Investimenti forti servono per rilanciare l’edilizia, soprattutto per rimettere a norma le scuole. Riguardo al sistema industriale ci vogliono finanziamenti per tutti i sottosettori e una strategia di sistema, con investimenti pubblici e privati. Riguardo alle Zone Economiche Speciali insistiamo per accelerare la procedura, perché potrebbero avere una grande attrattiva”.

Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, rivolge una particolare attenzione alle politiche attive per il lavoro e alle infrastrutture e avanza una proposta ben precisa riguardo al turismo.

“Bisogna guardare sia a provvedimenti per l’emergenza – puntualizza Barone – che a interventi più in prospettiva. Pensiamo a interventi di formazione per agevolare il costo del lavoro e per garantire la sicurezza nei posti di lavoro. Per le infrastrutture crediamo nella possibilità di avere un’agenzia nazionale, che possa individuare le opere di importanza strategica e promulgarle per realizzarle in regime fondamentalmente commissariale. Per il turismo si dovrebbero creare grandi strutture congressistiche, allo scopo di renderlo competitivo per tutto l’anno. Infine per la scuola, bisogna investire nella formazione informatica”. 

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