"Riportatemi a un metro e ottanta": la storia di Andrea e dell'incidente che gli ha cambiato la vita - Newsicilia

“Riportatemi a un metro e ottanta”: la storia di Andrea e dell’incidente che gli ha cambiato la vita

“Riportatemi a un metro e ottanta”: la storia di Andrea e dell’incidente che gli ha cambiato la vita

BARRAFRANCA – “Ciao sono Andrea e vivo in Sicilia. Sono cresciuto in una famiglia bella e problematica, come tutte le famiglie, con i miei fratelli e altri amici. Mio padre ha fatto conoscere gli elementi più importanti della mia vita: la musica e il valore dell’amicizia. Mentre mia mamma, maestra di scuola materna, mi ha trasmesso i valori della bontà, della generosità e del profondo rispetto verso il prossimo”.  

Inizia così la storia di Andrea, 34enne originario di Barrafranca (in provincia di Enna) la cui vita, dal 2006, ha smesso di essere come l’aveva vissuta fino a quel momento e si è trasformata per sempre.



“Dopo la missione in Iraq, con la Brigata Paracadutisti Folgore di Livorno in cui ero arruolato, ho deciso di esaudire uno dei miei sogni più grandi, uno di quei sogni che avevo da bambino: comprare una moto, una Ducati! Ma il primo aprile, partecipando a una uscita in moto con i miei colleghi, una pirata della strada ha invaso bruscamente la mia corsia e in curva mi ha scaraventato fuori strada”.

Fu così che Andrea rimase bloccato in una buca profonda circa 3 metri, a bordo strada, con il peso della sua amata moto sulla schiena e sulle gambe. Subito era intervenuto l’elisoccorso, ma quei 300 chili di ferro ormai avevano cambiato la sua vita futura per sempre. L’arrivo in ospedale lo ricordo in maniera lucidissima – scrive Andrea – e in modo altrettanto lucido ricordo i dolori, insopportabili. Un medico mi informò che avrei dovuto munirmi di una sedia a rotelle per il resto dei miei giorni“.


Adesso, il 34enne vuole “tornare a essere alto un metro e ottanta“, a “camminare per strada e a stare in piedi” sulle sue gambe. Ecco spiegato il motivo della raccolta fondi lanciata sul web: tra il costo dell’esoscheletro necessario per farlo deambulare e le cure di fisioterapia cui sottoporsi, la somma da raggiungere si aggira intorno ai 250mila euro.

L’esoscheletro che vorrei – conclude – si chiama EKSO GT, è adatto per la riabilitazione neuromuscolare e consente a chi lo indossa, con difficoltà motoria, di stare in piedi e muoversi con il proprio peso corporeo. La camminata si ottiene attraverso sensori che rilevano il peso spostato e fanno scattare i singoli passi. Motori a batteria, controllati in serie con le funzioni neuromuscolari, consentono a persone con paralisi (anche totali) di reggersi in piedi e deambulare. Grazie a questo esoscheletro migliaia di individui con disabilità di carattere neuromuscolare hanno la possibilità di mettere in atto il sogno che credevano non sarebbe mai stato possibile: stare in piedi e camminare”.

Fonte foto: Facebook

Fonte foto: Facebook

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