Riduzione corse treni Ferrovia Circumetnea, Lo Schiavo (Fast Confsal) VS Fiore (FCE): “Serve fare chiarezza”

Riduzione corse treni Ferrovia Circumetnea, Lo Schiavo (Fast Confsal) VS Fiore (FCE): “Serve fare chiarezza”

CATANIA – La Fast Confsal Sicilia si fa sentire riguardo alla riduzione delle corse dei treni della Ferrovia Circumetnea per bocca del suo segretario regionale, Giovanni Lo Schiavo.


“Ieri abbiamo avuto modo di leggere quanto dichiarato dal direttore generale della Circumetnea, ing. Fiore, a Live Sicilia – afferma Lo Schiavo –. I trasporti ai tempi del Coronavirus. Come sindacato riteniamo utile per l’opinione pubblica e per rispetto nei riguardi dell’Utenza, esplicitare alcune semplici considerazioni che meglio e più specificatamente verranno stigmatizzate nella riunione di oggi pomeriggio, convocata dall’Assessore regionale alle infrastrutture Marco Falcone.


Alla luce delle esternazioni rese dall’ing. Fiore, al quale, come sindacato riconosciamo il merito di aver dato un importantissimo contributo e quindi un fortissimo impulso allo sviluppo della Metropolitana di Catania, per tutto il tempo rimasto a capo della Direzione Tecnica di Circumetnea, abbiamo avuto conferma, prim’ancora dell’incontro odierno, che a partire dal 14 settembre prossimo le Autolinee aziendali dovrebbero sostituire alcune corse dei treni non più previste nel nuovo Programma di Esercizio invernale.


Infatti, le corse ferroviarie in meno che verrebbero effettuate dalle Autolinee aziendali, anziché dai treni, per quanto ci è dato conoscere come sindacato, dovrebbero essere nove con la conseguenza di oltre 200mila chilometri percorsi in meno dal treno, in un anno (rimanendo così le cose), rispetto al 2019. Quindi, le preoccupazioni manifestate in questi giorni dal nostro sindacato erano fondate nella misura in cui abbiamo detto che in atto, vi era un forte DEPOTENZIAMENTO della tratta ferroviaria extraurbana che non intendiamo assolutamente accettare, atteso peraltro che da oltre un ventennio, la stessa tratta ferroviaria, rimane sospesa all’esercizio nelle giornate domenicali e festive a scapito delle comunità del comprensorio pedemontano, rimaste isolate dal 1997 e in spregio anche al turismo locale”.



Il materiale rotabile in condizioni non buone completa il quadro per la crisi dell’azienda.

“Riteniamo inoltre che la oggettiva difficoltà – conclude lo Schiavo – in cui versa l’azienda a prescindere delle considerazioni manifestate dall’ing. Fiore a giustificazione del non poter mantenere lo stesso numero di corse ferroviarie, rispetto a quelle dello scorso anno, sia data dall’attuale precaria situazione in cui versa il materiale rotabile, utilizzabile in Circumetnea, tenuto conto che dai nostri dati risulterebbe che su venti automotrici in forza, al momento, ve ne siano solamente sette marcianti, e dei quattro treni Vulcano – ultimi arrivati (anno 2015) – , per svariati motivi, neanche uno di essi può andare in esercizio.

Da qui – conclude Lo Schiavo – la nostra preoccupazione come sindacato nel poter intravedere a breve e medio termine, buone prospettive per il potenziamento della tratta ferroviaria extraurbana, la quale, invece, dovrebbe essere complementare alla Metropolitana e alle Autolinee aziendali e asse portante per la mobilità dell’intero comprensorio pedemontano.

Tante cose non quadrano, auspichiamo tuttavia, che l’incontro con l’Assessore Falcone, le parti sociali e i Vertici della Circumetnea, possa giovare a fare chiarezza su tutto“.