Rapporto Migrantes: in Sicilia aumentano stranieri (soprattutto donne)

Rapporto Migrantes: in Sicilia aumentano stranieri (soprattutto donne)

CATANIA –La Sicilia sta accogliendo 16.500 persone, 260 persone ogni 100 mila abitanti, contrariamente al Veneto e alla Lombardia che ne stanno accogliendo 60 ogni 100mila abitanti. L’isola ne accoglie almeno quattro volte in più rispetto ad altre regioni italiane. L’Italia paga la mancanza di un piano di accoglienza per chi chiede protezione internazionale (protezione sussidiaria, asilo e protezione umanitaria) non previsto dalla legge Bossi-Fini: una carenza che ha prodotto solo emergenza e malaffare”. Lo ha detto mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, a margine della presentazione regionale del XXIV Rapporto Immigrazione 2014 realizzato da Caritas e Migrantes, che si è svolta oggi al Museo Diocesano di Catania, dal titolo “Migranti, attori di sviluppo”.

La giornata promossa dalla Caritas e dall’Ufficio Migrantes è stata aperta dall’intervento dei due direttori, rispettivamente, don Piero Galvano e il diacono Giuseppe Cannizzo. In ambito regionale, mons. Perego ha esposto i dati riguardanti i cittadini stranieri residenti in Sicilia, tra le regioni meridionali, dopo la Campania, con la maggiore quota nazionale di stranieri sulla popolazione (3,3%). Sull’isola rispetto all’anno scorso è aumentato il numero degli stranieri residenti: da circa 140mila a 162.408 presenze rilevate al 1° gennaio 2104, che corrispondono al 3,2% della popolazione regionale. Ovvero al 31,7% del loro totale presente nelle regioni del Sud. Palermo (20,3%), Catania (18%), e Messina (17,0%) si confermano le città con la maggiore concentrazione di cittadini stranieri. Rimane stabile la presenza delle donne che si attesta al 50,3%, e si diversificano le nazionalità visto che oltre alla storica presenza dei tunisini (17.876), aumentano rumeni (48.014), marocchini (14.398), e srilankesi (13.554).

L’incidenza della forza lavoro di cittadini stranieri nel 2014 rappresenta il 5,4% del totale regionale degli occupati (70.823 lavoratori ) stando alle fonti Istat. E provengono da Romania (32,5%) Tunisia (11,7%) Sri Lanka (8,4%) e Marocco (8,1%). Quanto alle rimesse, strumento importante per la cooperazione dello sviluppo, purtroppo, sono in calo del 21%: segno della precarietà e della disoccupazione in cui versano i cittadini stranieri della Sicilia. Nel 2013 i titolari di imprese nati in un paese extra-Ue sono 17.351 (Fonte Ministero del Lavoro-Unioncamere). Queste imprese costituiscono il 5,5% del totale nazionale, e sono aumentate rispetto all’anno precedente del 4,6%, valore molto prossimo al dato nazionale. Infine, altro dato importante, nell’anno scolastico 2013/2014, gli alunni stranieri presenti nelle scuole siciliane sono aumentati del 2,7%, per un totale di 24.132 alunni con cittadinanza straniera concentrati soprattutto nelle primarie. (Fonte Miur).

Il Rapporto 2014 – presentato in ambito nazionale lo scorso 4 giugno all’Expo Milano 2015 – delinea la situazione della mobilità internazionale e nazionale, per poi soffermarsi, quest’anno nella specifica sezione dedicata all’Expo, su due argomenti: il cibo come causa delle migrazioni e il cibo come occasione di sviluppo. Soprattutto è la mancanza di cibo a creare povertà e disuguaglianza. Ogni anno 51 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni deperiscono a causa della malnutrizione, e quasi 7 milioni muoiono. La più alta concentrazione vive nell’Africa Subsahariana, dove 1 bambino su 3 è sottoalimentato. È l’Africa delle migrazioni. Sono anche i volti dei migranti, che dopo un primo viaggio alla ricerca di una vita migliore nel Nord Africa, attraversano il Mediterraneo sui barconi, nei cosiddetti “viaggi della speranza”.

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