Rapinavano appartamenti abitati dagli anziani: arrestati padre e figlio. IL VIDEO

Rapinavano appartamenti abitati dagli anziani: arrestati padre e figlio. IL VIDEO

RAGUSA – Sono stati arrestati nel corso di queste ultime ore due uomini, padre e figlio: erano soliti rapinare gli appartamenti in cui vivevano degli anziani. La polizia era da tempo sulle tracce dei due sospettati, Giovanni  e Giuseppe Florindi, che avevano seminato il terrore a Ragusa e provincia: a loro sono stati infatti attribuiti dei furti verificatisi ultimamente tra Comiso, Modica e Scicli.

[wpvp_embed type=youtube video_code=4yfIJ0jYowQ width=670 height=377]




In genere padre e figlio effettuavano dei sopralluoghi e, dopo aver studiato la struttura degli edifici e le abitudini di chi lo abitava, agivano quando in casa rimanevano soltanto degli anziani. Alcune intercettazioni effettuate dalla polizia lasciano intendere che oltre al padre e al figlio, delle rapine fosse in qualche modo informata anche la fidanzata di quest’ultimo; “qua ci abitano vecchi, hanno un mare di soldi…due pastori tedeschi…sono due vecchierelli…sordi una campana…” rivelava il ragazzo alla sua compagna.

furto ragusa

Giuseppe Florindi

Altre intercettazioni, al momento in possesso del Commissariato di Comiso, lasciavano intendere che i due rapinatori, in particolari circostanze, sarebbero entrati nelle abitazioni pronti a commettere atti ben più gravi del semplice furto. Padre e figlio sono adesso detenuti in carcere con l’accusa di rapina aggravata.


Giovanni Florindi, il più anziano dei due, era già noto alle forze dell’ordine: questi è stato incriminato in passato per rapina a mano armata, guida senza patente, ricettazione, furti aggravati e tentato omicidio.

ragusa furto

Giovanni Florindi

La polizia è arrivata ad attribuire ai due arrestati la responsabilità dei furti avvenuti nel ragusano a seguito di alcune denunce. Successivamente le indagini si sono concentrate sulle testimonianze degli anziani coinvolti che ne hanno descritto l’aspetto fisico e l’accento. Elemento chiave delle indagini è stata la targa della vettura utilizzata per mettere a segno le rapine: qualcuno ha notato che un’auto sospetta sostava spesso nelle vicinanze delle case depredate: modello e targa erano sempre uguali.

Si è proceduto a questo punto ad installare delle cimici sulla vettura e a pedinare la stessa tramite satellite. Proprio a partire da queste intercettazioni sono arrivate le prime conferme che la polizia stesse seguendo la pista giusta: “Sono entrato dentro l’abitazione e credevo fosse un anziano, invece era uno della mia età, ho dovuto prendere una spranga in ferro e minacciarlo. C’era cagnolino ma non è stato un problema, appena l’ho visto ho preso una pietra e gliel’ho spaccata in testa; mi ha implorato di andare via che stava arrivando sua moglie malata di cuore che era di rientro con suo figlio; ho pensato, se viene con suo figlio finisce che li devo ammazzare e quindi non ho continuato e me ne sono andato; mentre scappavo sentivo i cani abbaiare, lo sai come funziona, poi urla di qua e urla di là, neanche ho fatto 500 metri che i bastardi (polizia) erano a portata di mani (erano vicini), questi cornuti, erano in mezzo ai terreni anche loro ed ho incominciato a saltare le recinzioni, i cani continuavano ad abbaiare mentre passavo tra i campi, bau bau, non ce la facevo più”.

Giovanni e Giuseppe Florindi sono stati arrestati mentre si ritenevano ormai al sicuro tra le mura domestiche.

Commenti