Pluriomicidio alla Piana di Catania, il racconto del superstite incastra Giammellaro: i DETTAGLI dell'arresto - Newsicilia

Pluriomicidio alla Piana di Catania, il racconto del superstite incastra Giammellaro: i DETTAGLI dell’arresto

Pluriomicidio alla Piana di Catania, il racconto del superstite incastra Giammellaro: i DETTAGLI dell’arresto

SIRACUSA – Su delega della Procura della Repubblica di Siracusa, la Polizia di Stato, Squadra Mobile di Siracusa e commissariato di Pubblica Sicurezza di Lentini, ha dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso nella notte del 16 febbraio del 2020 a carico di Luciano Giammellaro, 70 anni, poiché gravemente indiziato degli omicidi volontari di  Massimiliano Nunzio Casella, di 47 anni, e di Vincenzo Agatino Sarantini, 19enne, del tentato omicidio di Gregorio Sigorelli, di 36 anni, nonché del porto in luogo pubblico di arma comune da sparo, in concorso con Giuseppe Sallemi, 42 nni.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso sulla base di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Siracusa ed eseguite dalla Squadra Mobile di Siracusa e dal commissariato Pubblica Sicurezza di Lentini, avviate a seguito del grave fatto che si è verificato la notte tra il 9 e il 10 febbraio.


Di seguito all’esecuzione del fermo di indiziato di delitto a carico di Giuseppe Sallemi avvenuto il 10 febbraio scorso per il duplice omicidio di Massimiliano Casella e di Agatino Saraniti, nonché del ferimento di Signorelli, provvedimento giudiziario emesso dalla Procura della Repubblica Distrettuale di Catania e dalla Procura della Repubblica di Siracusa ed eseguito dalle Squadre Mobili di Catania e Siracusa, le indagini sono state portate avanti allo scopo di delineare compiutamente la vicenda.

In particolare, gli investigatori, a seguito anche dell’analisi di Polizia Scientifica del teatro dell’evento criminoso, nonché delle prime risultanze fornite dal medico legale, hanno avuto modo di acquisire elementi tali da far presumere come Sallemi non avesse potuto agire da solo nell’esecuzione dell’azione delittuosa, così cruenta e letale nei confronti dei soggetti che si erano recati nella zona per perpetrare il furto delle arance mature.

Pertanto, l’attività di indagine avviata a seguito dell’arresto di Sallemi condotta dalla Squadra Mobile di Siracusa e dal commissariato di Pubblica Sicurezza di Lentini, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa ha portato al fermo di indiziato di delitto a carico di Luciano Giammellaro, poiché gravemente indiziato dei reati di duplice omicidio e tentato omicidio, in concorso con Giuseppe Sallemi.

In particolare, il provvedimento giudiziario scaturisce dalle dichiarazioni rese dall’unico superstite del triplice ed efferato agguato, il quale ha dato agli investigatori una descrizione precisa e puntuale degli eventi occorsi nella notte tra il 9 e il 10 febbraio 2020. Nello specifico ha riferito che quella notte, mentre si trovava coi due deceduti per compiere un furto di arance nelle campagne di Lentini al confine con Scordia, è stato raggiunto da Sallemi e da un altro uomo, che quest’ultimo ha chiamato Luciano.

Entrambi effettuavano attività di guardia per i terreni della zona. I due soggetti hanno esploso diversi colpi di fucile contro i tre, colpendo a morte Casella e Saraniti e ferendo gravemente Signorelli. Il racconto del superstite, con altre dichiarazioni preziose rese dai proprietari terrieri raccolte dal personale operante che ha condotto le indagini, nonché dei familiari delle vittime, hanno permesso di identificare compiutamente Luciano Giammellaro, nonché a delineare il contesto dell’abusiva attività di guardia che veniva svolta in quella zona agricola.

Giammellaro, diversamente dal primo, non era legato da alcuna dipendenza lavorativa con le aziende agricole della zona e formalmente mero pensionato.

Pertanto, sulla base del quadro probatorio acquisito, gli investigatori hanno avviato le ricerche di Giammellaro che è stato rintracciato dagli operatori, coadiuvati da personale del commissariato di Augusta, a Brucoli (SR) nell’abitazione di conoscenti.

Accompagnato negli uffici del commissariato di Lentini, dopo le formalità di rito, Luciano Giammellaro è stato condotto nel carcere Cavadonna di Siracusa, in attesa di convalida del fermo da parte del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Siracusa.