Paura per due fidanzati a Mascali, minacciati da 3 malviventi catanesi: inseguiti e rintracciati a Librino

Paura per due fidanzati a Mascali, minacciati da 3 malviventi catanesi: inseguiti e rintracciati a Librino

CATANIA – Nella giornata di ieri, gli agenti delle Volanti hanno arrestato i catanesi Marco Cadiri (nella foto a sinistra), 28 anni, Gaetano Sciuto (nella foto al centro), 19 anni e Angelo Dainotti (nella foto a destra), 20 anni, per i reati di rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.



I tre, a bordo di una Fiat Punto, intorno alle 3 del mattino si sono avvicinati a una giovane coppia di fidanzati catanesi che, in località Mascali, sostavano vicino alla loro Audi TT, per fumare una sigaretta; dopo averli minacciati brandendo una mazza e un coltello, che è stato puntato alla gola del ragazzo, si sono impossessati dei loro effetti personali e del veicolo, per poi allontanarsi dal posto.


L’Audi TT, munita di antifurto satellitare, dopo circa un’ora è stata localizzata a Catania, in via delle Susine, dove si sono recate immediatamente alcune Volanti. Sul posto gli operatori, oltre al veicolo oggetto di reato che era stato regolarmente parcheggiato, hanno notato a poca distanza la presenza di tre ragazzi a bordo di una Fiat Punto e, insospettiti da ciò, si sono avvicinati al fine di effettuare un controllo.



Alla vista dei poliziotti, il guidatore della Punto ha accelerato repentinamente la marcia, tentando di eludere il controllo; a ciò è seguito un breve inseguimento al cui culmine, vistisi alle strette, i tre occupanti hanno abbandonato l’auto in una strada sterrata, rifugiandosi all’interno di un palazzo di via San Teodoro, nel quartiere Librino.

Dopo pochi istanti, i poliziotti, che non avevano mai perso di vista i fuggitivi, hanno fatto irruzione all’interno dell’appartamento dove i tre si erano rifugiati e li hanno sorpresi in possesso di tutta la refurtiva provento della rapina: una borsa, un portafogli, due anelli in oro, la somma di 40 euro e un telefono cellulare.

I rapinatori sono stati trasferiti in Questura in stato di arresto, dove, tra l’altro, sono stati riconosciuti senza ombra di dubbio dalle vittime del reato.

Su disposizione del pubblico ministero di turno i tre malviventi sono stati trasferiti al carcere di Siracusa in attesa dell’udienza di convalida.