Partecipazione politica, una grande sconosciuta: oltre la metà dei siciliani non si interessa

Partecipazione politica, una grande sconosciuta: oltre la metà dei siciliani non si interessa

PALERMO – La partecipazione politica all’interno di una democrazia, come gli stessi antichi greci affermavano, è alla base dell’essere cittadino ma, purtroppo, le varie crisi politiche, economiche e sociali ne hanno ridotto l’interesse.


Secondo uno studio svolto dall’Istituto Nazionale di Statistica, oltre un quarto delle persone di 14 anni e più (27,6%) non si informa di politica attraverso le fonti tradizionali, né attraverso il web. Il disinteresse concerne soprattutto di giovani (14-24 anni, oltre il 30%) e anziani (75 anni e più, 34% circa).



A livello di genere, tra le donne le percentuali sono superiori (32,9% contro 21,9%) e il divario di genere tende ad aumentare con l’età.



Da chiarire che il 52,5% di chi non si informa affatto di politica indica il disinteresse come unico motivo e il 17% la sfiducia nella politica (soltanto il 5% entrambi).

Tra coloro che non si informano, in alcun modo, di politica – sottolinea l’Istat – il disinteresse raggiunge il picco tra i giovani fino a 24 anni (oltre il 70%), per poi diminuire gradualmente con l’età, pur non scendendo mai sotto il 60%“.

La sfiducia nella politica, invece, tende ad aumentare con l’età, almeno fino ai 60 anni (con un picco del 33% circa tra i 55 e i 59 anni) e si riduce tra i più anziani.

Dato positivo, invece, è che la quota di chi si disinteressa di politica tende a diminuire col titolo di studio, infatti, solo il 10,7% del laureati non prova interesse.

La distanza dalla politica, purtroppo, è molto maggiore nel Mezzogiorno, dove le persone di 14 anni e più che mai si informano di politica sono circa il 36% del totale contro il 22% del Nord e il 25,6% del Centro.

In Sicilia solo il 46,9% dei cittadini dai 14 anni svolge attività politica, diventano la penultima regione di Italia, sopra la Campania dove si rileva una partecipazione ancor più bassa (45,5%).

Purtroppo i dati, confrontati con gli studi del 2014, mostrano come vi sia una decisiva impennata nella quota delle persone che non si informano di politica, passando da un 22,6% al 27,6%.

Per chi prova interessamento politico, la partecipazione assume forme diverse in base all’età. La partecipazione ai cortei è più alta tra i giovani (12,9% tra i 18-19 anni) e diminuisce progressivamente, quella ai comizi invece oscilla tra il 4% e il 5% tra i 20 e i 64 anni e poi declina.

Infine, per cercare informazioni sulla politica attuale si tende a trovare risposta fra i media dove predomina la televisione, con l’89,2%. Seguono a distanza i quotidiani (33,3%), la radio (32,1%), che ha un leggero incremento, le riviste settimanali (7,5%) e quelle non settimanali (3,0%). Ma uno dei canali sempre più in voga è quello informale come le discussioni e il confronto con amici (25,9%), parenti (22,9%), colleghi di lavoro (13,1%) e conoscenti (12,8%).

La domanda che in molti si pongono è se forse la colpa sia delle istituzioni educative che, negli ultimi anni, non sarebbero riuscite a infondere nella popolazione l’importanza del vivere civico all’interno di un regime democratico.

Immagine di repertorio