Pachino, da Granelli a Costa dell’Ambra: rubinetti a secco. Di Raimondo Metallo (Lega Sicilia): “Una continua disavventura”

Pachino, da Granelli a Costa dell’Ambra: rubinetti a secco. Di Raimondo Metallo (Lega Sicilia): “Una continua disavventura”

PACHINO – Un Ferragosto e una comunità a secco, senza acqua dai rubinetti, è la denuncia della Lega Sicilia del comune di Pachino (SR), con a capo il Commissario Giordano Raimondo Metallo.


Inattivi 1.300 allacci alla rete pubblica, una comunità che raggiunge 5mila presenze, considerando i turisti, oltre che anziani, bambini e disabili, costrette ad approvvigionarsi da pozzi ed autobotti, che ipotizziamo, nel ragionevole dubbio, perfettamente ‘sicuri’.


Stando al comitato a difesa degli abitanti e operatori dell’area, il disservizio sarebbe causato da un controverso iter burocratico, contrassegnato da contenziosi, rinvii, rimpalli, ostacoli, omissioni.


Nell’attesa di una soluzione, se non definitiva almeno transitoria, il problema della carenza idrica rappresenta già un’emergenza da fronteggiare, specie per le conseguenze igienico-sanitarie che ne possono scaturire, in presenza soprattutto delle alte temperature registrate nel territorio in questi ultimi giorni e l’arrivo dei villeggianti stagionali.



Speriamo di ‘smuovere le acque’ – sottolinea il partito -, in questo caso nel senso letterale della parola, invitando l’amministrazione comunale straordinaria a correre ai ripari, garantendo l’erogazione dell’acqua in tutta la zona.

Una continua disavventura per i residenti di Granelli, Chiappa, Costa dell’ambra e contrade limitrofe senza servizio idrico da 3 anni. Era l’ottobre del 2018 quando l’ultima goccia d’acqua erogata e gestita dal consorzio Granelli si riversava nelle case dei cittadini, poi il nulla, anzi l’asciutto.

Incredibile che nel 2020 in un luogo che fa parte della nazione Italia, si vive lo stesso disagio – spiega il Commissario Metallo – che avvertono le persone che popolano Oceania, Africa subsahariana, Caucaso e Asia centrale. Decine di incontri, la nascita del Comitato Granelli, le proteste sotto al Comune, i video che hanno raccolto le grida di aiuto dei residenti e le soluzioni dettate da ingegneri, tecnici e politici e non sono serviti a contrastare l’inerzia della macchina comunale. Tuttavia, la soluzione esiste, basta una firma del sindaco o chi per lui e i rubinetti ritornerebbero in funzione.

Abbiamo analizzato il verbale della conferenza dei servizi che nei punti chiave ricorda, qualora il Comune attesti l’urgenza, di poter garantire l’approvvigionamento idrico potabile agli agglomerati urbani interessati solo inoltrando una richiesta dell’autorizzazione all’uso per il consumo umano dell’acqua, richiesta che prontamente il consorzio aveva consegnato.

In sintesi e come spesso è accaduto nella stessa Pachino, l’acqua si dichiara non potabile, quindi vietato berla o utilizzarla per realizzare minestre, brodo, the o caffè, ma per tutto il resto è ottima, quindi farsi la doccia, lavare i panni, la cottura della pasta, il lavaggio di frutta e verdura e per tutti gli usi domestici e di igiene personale. Un meccanismo vergognoso dove i cittadini ne pagano le conseguenze”.

Conclude: “Come mai al Comune sono così attenti sulle condizioni dell’acqua del consorzio Granelli, che vi posso assicurare sono ottime grazie a delle accurate e ripetute analisi messe in atto proprio dal consorzio e invece sulle autobotti a 55 euro a consegna non dicono o fanno nulla? L’amministrazione comunale è a conoscenza delle condizioni dell’acqua trasportata sui camion? Chi assicura la condizione igienico sanitaria di questa acqua? Da dove proviene l’acqua caricata sui camion?

Intanto anche il Comitato dei Granelli si era attivato e attende una convocazione per conoscere quale interpretazione si sia voluto dare ai pareri espressi nella conferenza dei servizi. Sembra che l’ASP aveva indicato, con il parere del Dottor Nicolò, chiaramente, la possibilità di erogare l’acqua, previa attestazione di emergenza del Comune“.