Ospedale San Marco, cerimonia di saluto al direttore generale Bonaccorsi : “Non lascio il cuore qui, ma ne porto un pezzo con me”

Ospedale San Marco, cerimonia di saluto al direttore generale Bonaccorsi : “Non lascio il cuore qui, ma ne porto un pezzo con me”

CATANIA – Si è tenuta oggi all’ospedale San Marco di Catania la conferenza stampa di saluto e di ringraziamento al direttore generale uscente dottor Giampiero Bonaccorsi che ha retto le redini come facente funzioni dell’Azienda Policlinico – Vittorio Emanuele, oggi Policlinico “Gaspare Rodolico – S. Marco”, dopo la scadenza del mandato del dottor Paolo Cantaro, e che si appresta a iniziare la prossima settimana una nuova fase di lavoro al Policlinico di Messina.


Sono stati anni pieni di grandi trasformazioni per l’azienda sanitaria universitaria che si è prima dotata di un nuovo Pronto Soccorso al Policlinico e successivamente ha visto l’apertura del nuovo ospedale San Marco di Librino con chiusura dei vari Presidi sanitari cittadini: Ferrarotto, Santo Bambino, Santa Marta e per ultimo il Vittorio Emanuele ormai prossimo anch’esso alla dismissione.


Nel corso della cerimonia che si è svolta nella “piazzetta” ubicata all’edificio B livello 3 dove sono stati accolti i partecipanti, utilizzando tutti gli accorgimenti richiesti dalla normativa vigente di contrasto al coronavirus e l’utilizzo obbligatorio per tutti dei presidi di protezione, è stata tracciata sia dall’assessore alla Salute Ruggero Razza, ma anche dallo stesso direttore Bonaccorsi e dal magnifico Rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo la storia degli ultimi accadimenti riguardanti l’azienda e da tutti è stata sottolineata la grande sinergia e l’ attività integrata portata avanti tra Università e sanità che negli ultimi anni ha portato ai risultati descritti.



Il direttore generale Bonaccorsi ha ringraziato nel corso del suo intervento i rettori che si sono susseguiti nel corso del suo mandato e l’assessore Razza per la fiducia accordatagli e per la collaborazione prestata, ha poi speso parole di grande apprezzamento per tutta la squadra che ha consentito con un lavoro incessante, portato avanti spesso anche oltre gli orari lavorativi ,che tutto si realizzasse nei tempi previsti dal cronoprogramma.

Ha poi concluso il suo intervento con la frase “Non lascio il cuore qui, ma ne porto un pezzo con me che ha scatenato un lungo e affettuoso applauso fra gli intervenuti.


L’assessore ha poi sottolineato che “il contributo che Giampiero Bonaccorsi ha dato in questi anni è sotto gli occhi di tutti. È stata un’autentica trasformazione scandita da un cronoprogramma che ha visto l’apertura del nuovo Pronto soccorso del Policlinico, la chiusura dello storico Vittorio Emanuele con l’avvio della sua nuova rigenerazione e ovviamente la sfida più grande l’apertura del nuovo ospedale San Marco. Ora è chiamato ad una ulteriore sfida importante al Policlinico di Messina dove sono certo saprà farsi apprezzare”.

Il Magnifico Rettore prendendo la parola ha ricordato che Bonaccorsi “oltre ad aver collaborato con gli ultimi 3 rettori ha approvato un nuovo atto aziendale con un lavoro complesso fatto in tempo record e in una situazione eccezionale quale la pandemia, che stiamo ancora vivendo”.

Nel corso del suo intervento lo ha definito interlocutore attento e presente, e soprattutto concreto, ha espresso i suoi migliori auguri a Bonaccorsi per il suo prossimo futuro presso il Policlinico di Messina, auspicando di continuare la strada già intrapresa nella nostra realtà dell’integrazione e di osmosi fra la parte universitaria e sanitaria.

La cerimonia si è conclusa con la visita al Reparto di Neurochirurgia Universitaria diretto dal professore Giuseppe Barbagallo, appena trasferito dal Policlinico al San Marco. Grande apprezzamento espresso per i locali della nuova Unità Operativa, ulteriore fiore all’occhiello dell’ospedale San Marco di Librino, dotata complessivamente di 30 posti letto, secondo quanto previsto dalla nuova rete ospedaliera della Regione Siciliana, e di 2 modernissime sale operatorie.

Le camere di degenza sono state concepite secondo i più avanzati standard qualitativi di sicurezza ed efficacia clinica, per garantire un adeguato confort alberghiero ai pazienti ricoverati, ed è stato anche realizzato un confortevole soggiorno a disposizione dei pazienti ricoverati e dei loro familiari durante gli orari di visita.

All’interno del reparto sono presenti 2 camere, dotate di 4 posti letto ciascuna, attrezzate con sistemi di monitoraggio multiparametrico e di controllo video per pazienti in condizioni cliniche critiche o in fase post-operatoria. Il reparto è anche dotato di un’apparecchiatura TC portatile che permette di effettuare anche a letto del paziente esami TC dell’encefalo in pochissimo tempo, consentendo spesso di diagnosticare precocemente condizioni patologiche particolarmente gravi e con potenziale rischio per la vita, quali emorragie cerebrali, edema cerebrale o idrocefalo acuto.

Grazie a un costante e continuo aggiornamento della dotazione tecnologica dell’Unità Operativa di Neurochirurgia, già iniziato quasi un decennio fa la Neurochirurgia è oggi in grado di trattare una vasta gamma di patologie neurochirurgiche, sia in pazienti adulti che pediatrici, effettuando interventi neurochirurgici ad alto livello di complessità con la più avanzata tecnologia in atto disponibile in ambito internazionale.

La consolidata esperienza dello staff neurochirurgico in ambito neuro-oncologico permette il trattamento di ogni tipo di tumore sia a livello cranio-encefalico che vertebro-midollare, utilizzando un protocollo intraoperatorio multimodale per i tumori cerebrali che prevede l’impiego contemporaneo di diverse tecnologie; queste, abbinate all’esperienza del chirurgo, possono contribuire a migliorare i risultati clinici, con un impatto positivo sulla sopravvivenza e la qualità di vita del paziente.

Multimodalità significa che nella Clinica Neurochirurgica i tumori cerebrali, sia nei pazienti adulti sia nei bambini, vengono operati utilizzando contemporaneamente la fluorescenza con acido 5-aminolevulinico (5-ALA), la neuronavigazione, la risonanza magnetica con trattografia intraoperatoria, la neuronavigazione guidata da ecografia intraoperatoria real time, la stimolazione elettrica cerebrale e la TC intraoperatoria. E questo protocollo viene anche utilizzato durante gli interventi chirurgici al cervello eseguiti a paziente sveglio con tecnica awake. La UOC di Neurochirurgia dell’AOU Policlinico-San Marco, insieme con la Neurochirurgia dell’ospedale Molinette di Torino, è infatti l’unico reparto in Italia dotato della TAC BodyTom, modernissima apparecchiatura TAC intraoperatoria che consente di effettuare ogni tipo di studio, senza e con mezzo di contrasto, in pazienti adulti e pediatrici, per patologie tumorali, degenerative, vascolari e malformative. Questa preziosissima tecnologia, unita a quelle sopra descritte, consente di aggiornare in tempo reale le immagini intraoperatorie del cervello e della colonna vertebrale, guidando il chirurgo durante l’esecuzione dell’intervento.

Oltre al trattamento delle patologie neuro-oncologiche, la Neurochirurgia dell’ospedale San Marco si distingue per la possibilità di trattare patologie del basicranio anche mediante approccio endoscopico; patologie vascolari del sistema nervoso (aneurismi cerebrali, MAV e fistole arterovenose) con l’utilizzo delle più avanzate tecniche endovascolari, evitando così l’apertura chirurgica della scatola cranica; patologie di pertinenza pediatrica (tumori, malformazioni, disturbi della circolazione liquorale).

Una menzione a parte merita la più che decennale esperienza del professore Barbagallo e del suo staff di medici nel trattamento delle patologie vertebrali degenerative (spondilolistesi), traumatiche (fratture) e tumorali con tecniche percutanee e mini-invasive. Anche gli interventi sulla colonna vertebrale e sul midollo spinale si avvalgono dell’impiego della neuronavigazione e della TC intraoperatoria, che aumentano sicurezza e precisione dell’atto chirurgico.

A esempio, gli interventi di correzione delle deformità vertebrali (scoliosi degenerative dell’adulto) mediante tecniche mini-invasive (XLIF) vengono routinariamente eseguiti mediante l’impiego combinato di neuronavigazione, TAC intraoperatoria e monitoraggio neurofisiologico, al fine di ottenere la valutazione intraoperatoria del grado di correzione della deformità vertebrale.

La UOC di Neurochirurgica è anche un luogo dove i giovani neurochirurghi di domani hanno l’opportunità di formarsi e maturare esperienza e conoscenza. La Clinica è sede della Scuola di Specializzazione in Neurochirurgia dell’Università di Catania.

Le principali linee di attività di ricerca scientifica sono incentrate sulla diagnosi e il trattamento dei tumori cerebrali e sull’applicazione delle moderne tecniche chirurgiche mini-invasive nella patologia della colonna vertebrale. Il gruppo del Professore Barbagallo ha recentemente pubblicato sulle più prestigiose riviste internazionali di neurochirurgia diversi articoli scientifici che testimoniano i risultati clinici ottenuti con l’applicazione dell’approccio multimodale ai tumori cerebrali.

Gli studi sui tumori cerebrali sono stati effettuati anche con la partecipazione di prestigiosi Centri di Neurochirurgia in ambito nazionale e internazionale. Il Dipartimento di Neurochirurgia dell’Università di Munster diretto dal prof. Walter Stummer; la Clinica Neurochirurgica dell’Università di Innsbruck (Austria), guidata dal prof Claudius Thomè, e il Walton Centre for Neurology and Neurosurgery di Liverpool (Regno Unito) sono solo alcuni esempi della costante condivisione di esperienze cliniche e scientifiche tra la Clinica Neurochirurgica dell’Università di Catania e i colleghi di tutto il mondo.

Altrettanto prestigiose sono le collaborazioni instaurate con ulteriori centri neurochirurgici internazionali al fine di condividere diversi filoni di ricerca inerenti il trattamento mini-invasivo delle patologie della colonna vertebrale: tra queste le più importanti sono quelle instaurate con il dipartimento di chirurgia vertebrale della Cornell University di New York, coordinata dal prof. Roger Hartl; con il dipartimento di Neurochirurgia della Rush University di Chicago, diretta dal prof. Vincent Traynelis, e con molti altri importanti Centri accreditati per la chirurgia vertebrale e iscritti nel circuito della prestigiosa società scientifica AO-SPINE, della quale il Prof. Barbagallo è già stato presidente europeo.

Importante citare anche le collaborazioni scientifiche recentemente attivate in seno all’Ateneo Catanese con diversi studiosi dei Dipartimenti Biometec e di Medicina Clinica e Sperimentale per realizzare un reale percorso multidisciplinare e una “medicina personalizzata” per i pazienti colpiti da tumore cerebrale. Tale approccio ha l’obiettivo di studiare individualmente gli aspetti biomolecolari dei tumori cerebrali e di trovare terapie a bersaglio molecolare che possano rappresentare opzioni di seconda e terza linea in pazienti al di sotto dei 65 anni.