Ospedale Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania al centro di numerosi cambiamenti - Newsicilia

Ospedale Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania al centro di numerosi cambiamenti

Ospedale Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania al centro di numerosi cambiamenti

CATANIA – Strutture all’avanguardia, organizzazione più efficiente e maggiore attenzione verso il malato. Sono queste le novità più importanti che riguardano la riorganizzazione dell’Azienda Ospedaliera universitaria “Policlinico – Vittorio Emanuele” di Catania, al centro di numerosi cambiamenti.

Primo tra tutti l’apertura del nuovo pronto soccorso del Policlinico, inaugurato a novembre del 2018. L’attivazione del nuovo presidio ha portato alla contemporanea chiusura di quello del Vittorio Emanuele, dove però, resta attivo il pronto soccorso pediatrico.



Nonostante la fase iniziale di rodaggio, i numerosi investimenti fatti in strumentazioni e apparecchiature all’avanguardia, marcano una netta differenza col passato. C’è anche una maggiore cura e attenzione alla condizione del paziente che si manifesta con l’inserimento di nuove figure di supporto. Gli assistenti, che fanno da ponte tra i degenti e il personale, rassicurano i malati dando loro delle attenzioni che possano attenuare l’esperienza negativa del dolore.

L’inaugurazione dell’ospedale San Marco pare essere vicina. Il progetto di dare alla città un presidio ospedaliero nel quartiere periferico di Librino risale agli anni ’80 e avrebbe dovuto concretizzarsi alla fine del mese di marzo, ma ancora non ci sono date certe. La realizzazione della nuova struttura è stata possibile grazie all’inserimento nel Po Fesr “013/2017 e ai fondi europei. Il nuovo centro è stato realizzato con moderni criteri strutturali.


L’apertura dei vari reparti sarà graduale, ma il primo che dovrebbe essere attivato è quello di ostetricia e ginecologia trasferito dal Santo Bambino, procedendo così alla totale dismissione del vecchio ospedale con sede in centro.

La conseguenza dell’apertura della nuova struttura è il trasferimento del Santo Bambino all’interno dei nuovi edifici. Con una media di 5/7 parti ogni 12 ore, il Santo Bambino, insieme al Vittorio Emanuele ha rappresentato un proprio punto di riferimento per i cittadini, unici punti nascita per molti anni.

Un vuoto apparente o reale, sarà solo il tempo a dirlo, fatto sta che il centro della città resterà senza un pronto soccorso ostetrico.

Questa delocalizzazione dei presidi ospedalieri dal centro verso zone periferiche della città non lascia nessuna zona scoperta dai servizi sanitari ospedalieri, sia ordinari che di emergenza. È da vedere se i risultati, sul breve e sul lungo periodo, corrisponderanno alle aspettative.

Un altro importante progetto di cui si parla è la riattivazione del Santa Marta che diventerà l“ospedale degli invisibili”. Tutti coloro che non rientrano nel sistema sanitario nazionale, per mancanza di documenti o per questioni burocratiche, avranno la possibilità di accedere a delle cure. I medici che presteranno servizio saranno dei volontari. A riguardo non si conoscono ancora date certe di attivazione di questo nuovo servizio che rappresenta un fattore di civiltà e di integrazione.