Operazione Tricolore, "pace mafiosa" sancita dalle bandiere a San Berillo Nuovo e un sistema di auto-tutela per lo spaccio "sicuro" - Newsicilia

Operazione Tricolore, “pace mafiosa” sancita dalle bandiere a San Berillo Nuovo e un sistema di auto-tutela per lo spaccio “sicuro”

Operazione Tricolore, “pace mafiosa” sancita dalle bandiere a San Berillo Nuovo e un sistema di auto-tutela per lo spaccio “sicuro”

CATANIA – Una pace mafiosa” sancita dalla posizione di bandiere e un sistema di controllo territoriale basato sullo spaccio: sono incredibili i dettagli dell’operazione Tricolore, che ha smantellato un’organizzazione criminale gestita dai clan Cappello-Bonaccorsi e Cursoti Milanesi nel quartiere di San Berillo Nuovo, nel cuore del capoluogo etneo.

Le attività investigative della Polizia di Stato, partite nel 2017, hanno portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per 40 soggetti (3 dei quali irreperibili), 30 destinati al carcere e 10 agli arresti domiciliari.



I due gruppi avevano un’organizzazione piramidale molto articolata: alle dipendenze dei due “leader” promotori (Lorenzo Christian Monaco e Concetto Bonaccorsi) stavano vedette, uomini e donne addetti al pagamento e persone che gestivano una cassa comune, destinata ad accogliere i numerosi profitti dell’attività criminale. Un sistema strutturatosi nel tempo e finalizzato all’auto-tutela che prevedeva ogni mossa per evitare lo smantellamento e garantire il controllo di una zona centrale di Catania, purtroppo da sempre.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le droghe venivano smerciate in piccole dosi, così da non insospettire le forze dell’ordine. Le due “piazze di spaccio” si trovavano rispettivamente in corso Indipendenza-angolo via La Marmora (gestita dal clan Cappello-Bonaccorsi) e in zona piazza San Leone (nelle mani del clan Cursoti Milanesi).


La prima era attiva dal pomeriggio fino alle prime luci dell’alba (orientativamente ore 17-4), più sporadicamente nelle ore mattutine. Con una media di 150 cessioni giornaliere, con picco nel fine settimana, il giro d’affari era di circa 5mila euro al giorno.

La seconda, invece, si diramava in due aree vicine, entrambe situate nel quartiere San Leone. Una era attiva dal pomeriggio alla sera (in genere fino alla mezzanotte) ed era legata solo allo smercio di marijuana. Con una media di 50 cessioni, dava vita a un giro d’affari più piccolo delle altre piazze di spaccio (poche centinaia di euro al giorno). L’altra, al contrario, era piuttosto redditizia (mediamente dai 6 agli 8mila euro al giorno) e rimaneva attiva dal primo pomeriggio alla mattina successiva (ore 15-7). La droga spacciata era la cocaina: in base ai dati emersi dalle indagini, le cessioni quotidiane erano circa 200.

Le bandiere, quella degli Stati Uniti per i Cappello-Bonaccorsi e quella del Milan per i Cursoti Milanesi, servivano a marcare il territorio ma al tempo stesso rappresentavano il simbolo di una ritrovata “pace” tra i due clan per la gestione delle piazze di spaccio di San Berillo Nuovo dopo un periodo di tensioni e di un accordo preso tra le organizzazioni criminali.

Tensioni che, secondo le forze di polizia, anni fa avrebbe rischiato di sfociare in raid punitivi. Tra gli oggetti trovati e sequestrati in sede di perquisizioni domiciliari, infatti, vi sarebbero, oltre al denaro, anche diverse armi, tra le quali figurano anche fucili di grosso calibro e mitragliatrici.

Il successivo accordo avrebbe evitato lo spargimento di sangue, ma al tempo stesso avrebbe imposto l’egemonia dei due clan mafiosi nell’antico quartiere catanese. Una situazione a cui l’operazione Tricolore ha posto fine: “Con gli arresti di oggi lo Stato ha dato un segnale forte, sono state le parole del Procuratore Carmelo Zuccaro nel corso della conferenza stampa sul blitz di questa mattina.