Operazione "Disconnection zone": in manette "Viking" nigeriani - NOMI e DETTAGLI - Newsicilia

Operazione “Disconnection zone”: in manette “Viking” nigeriani – NOMI  e DETTAGLI

Operazione “Disconnection zone”: in manette “Viking” nigeriani – NOMI e DETTAGLI

PALERMO – Nella mattinata odierna la Squadra Mobile di Palermo, con l’operazione “Disconnection zone”, ha eseguito provvedimenti di fermo di indiziato di delitto, a carico di 8 cittadini extracomunitari, nigeriani e ghanesi, emessI dalla Procura Distrettuale Antimafia.

Due dei fermati dovranno rispondere di associazione a delinquere di stampo mafioso, in quanto ritenuti appartenenti alla organizzazione cultista “Viking”, mentre altri 6 risponderanno, a vario titolo, di spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione.



I fermati, ritenuti esponenti locali della cellula criminale “Viking” sono:

  • Emeka Don, 30 anni;
  • Igwe Eluchutwv, 25 anni.

A seguito delle operazioni “Black Axe” e “No fly zone” (sugli Eiye), era stata scoperta l’esistenza anche di un cult denominato “Viking”, avente una cellula operativa anche a Palermo. I Vikings costituiscono un sodalizio criminale nato in Nigeria, poi diffusosi in diversi stati europei ed extraeuropei. L’operazione odierna della Polizia di Stato ha fatto luce proprio su questa cellula criminale. Essa è caratterizzata dall’avere una struttura gerarchicamente organizzata e ramificata su tutto il territorio nazionale, con una forte capacità intimidatoria.


L’associazione criminale è prevalentemente dedita alla commissione di delitti contro la persona, soprattutto in occasione di scontri con i cult rivali per il controllo del territorio e la supremazia all’interno della comunità nigeriana, delitti in materia di stupefacenti e contro il patrimonio, allo scopo di arricchire il cult.

Strumentale alla loro operatività è la forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e dalla condizione di assoggettamento e omertà che ne deriva nei confronti degli altri cittadini nigeriani. Scopo delle attività delittuose è rendere più forte l’associazione sia nei confronti degli associati, che nei confronti della comunità nigeriana e degli altri gruppi criminali nigeriani.

A seguito di nuovi sviluppi investigativi, arricchiti dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, si è dimostrata, oltre all’esistenza a Palermo dell’associazione mafiosa “Viking”, anche la presenza di numerose case di prostituzione nel centro storico di Palermo, cosiddette “connection house”, e di persone dedite allo spaccio di stupefacenti, tutti reati per cui è stato eseguito l’odierno fermo.

Nell’ambito dell’attività sono state sequestrate diversi appartamenti, tutti ubicati nel quartiere di Ballarò, al cui interno si prostituivano ragazze extracomunitarie.

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