Omicidio Chiappone, accoltellato a morte mentre era in auto con donna: due condanne

Omicidio Chiappone, accoltellato a morte mentre era in auto con donna: due condanne

Omicidio Chiappone, accoltellato a morte mentre era in auto con donna: due condanne

CATANIA – Questa mattina la Corte d’Assise di Catania ha emesso la sentenza di condanna nei confronti di (in foto in basso da sinistra a destra) Salvatore Di Mauro, 55 anni, e Agatino Tuccio, 54 anni, in relazione al procedimento penale scaturito dall’omicidio di Dario Chiappone, all’epoca ventisettenne, commesso a Riposto (CT) il 31 ottobre del 2016.



La Corte ha comminato la pena dell’ergastolo nei confronti di Agatino Tuccio, nonché la pena di 23 anni nei confronti del correo Salvatore Di Mauro, tuttora irreperibile.

Come si ricorderà, la sera dell’omicidio Chiappone si trovava in automobile con una donna in via Salvemini, dove fu raggiunto da due uomini con il volto coperto che, dopo averlo letteralmente tirato fuori dall’automobile, lo accoltellarono brutalmente causandone il decesso.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, sono state delegate ai carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Catania che, coadiuvati da quelli della compagnia di Giarre, in sede di sopralluogo sulla scena del crimine repertarono delle buste di plastica abbandonate dai presunti assassini sul luogo del delitto.

Dalla rilevazione di alcune impronte papillari, impresse proprio su quelle buste, gli investigatori, tramite esami di laboratorio, riscontrarono che queste appartenevano ad Agatino Tuccio.

Nel proseguo delle indagini l’attività info investigativa, corroborata da quella tecnica e dalla disamina delle immagini registrate dalle telecamere attive nelle zone di interesse, hanno consentito ai militari d’individuare Salvatore Di Mauro quale corresponsabile del delitto.

In tale quadro gli accertamenti tecnici effettuati sull’autovettura di quest’ultimo, una Ford Fiesta, hanno consentito ai carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche di Catania di rilevare alcune tracce di sangue che, analizzate dai colleghi del R.I.S. di Messina, hanno fornito l’inequivocabile certezza che quelle tracce ematiche appartenessero alla vittima, fornendo così indiscutibile prova di colpevolezza di Di Mauro.

La Procura Distrettuale della Repubblica di Catania pertanto, sulla scorta delle risultanze investigative acquisite, richiese e ottenne dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale etneo l’emissione nel giugno del 2017 di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Agatino Tuccio e Salvatore Di Mauro.