“Non ha retto all’umiliazione della perdita del lavoro”, attivista degli sportelli Multifunzionali morto suicida: la rabbia di amici e colleghi

“Non ha retto all’umiliazione della perdita del lavoro”, attivista degli sportelli Multifunzionali morto suicida: la rabbia di amici e colleghi

PALERMO – Prima il licenziamento immotivato, poi il gesto estremo di suicidarsi gettandosi dal balcone del suo palazzo: si è conclusa nel peggiore dei modi la storia di G. L. R., ex impiegato degli sportelli Multifunzionali, morto dopo 10 giorni di agonia in ospedale.

In queste ore, su Facebook i colleghi manifestano un forte cordoglio, ma anche rabbia per quell’uomo che, vedendosi sottratto quello che per lui era un diritto e una ragione di vita, il lavoro, ha deciso di porre fine alla propria vita.




“Non ha retto all’umiliazione della perdita del suo lavoro e alla disperazione che esso comporta. Questo è l’ennesimo suicidio di Stato che poteva essere evitato semplicemente applicando la legge”: queste le parole amare di un conoscente della vittima, che accusa le autorità competenti di non aver fatto abbastanza per evitare la tragedia.

G. L. R. aveva passato tutta la vita a lottare attivamente per i diritti dei lavoratori, ma le speranze deluse alla fine lo hanno distrutto. Il dolore di non poter tornare al lavoro non era più sopportabile e l’unico modo per “trovare pace” per lui è stato quello di togliersi la vita in quel luogo che aveva pagato con i suoi sacrifici e il suo duro lavoro, la sua casa.

La tragedia ha gettato nella disperazione non solo colleghi e amici, ma anche e soprattutto la famiglia dell’uomo, che non è in grado di spiegarsi come una vita possa essersi spenta in modo così orribile e inspiegabile.

Immagine di repertorio