Minacce, liti e colpi di pistola in pieno giorno: in carcere Salvatore Capria e Fabio Calabrese

Minacce, liti e colpi di pistola in pieno giorno: in carcere Salvatore Capria e Fabio Calabrese

MESSINA – Eseguita all’alba di stamani dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Messina la misura cautelare emessa dal Tribunale di Messina a carico di Salvatore Capria, 39 anni e Fabio Calabrese, 31, entrambi messinesi e gravati da pregiudizi di polizia, ritenuti responsabili dei reati di danneggiamento aggravato, minacce aggravate, porto e detenzione illegale di armi da sparo, detenzione illegale di munizioni, detenzione illegale di arma comune da sparo clandestina e alterata.


In carcere i responsabili di una vera e propria faida familiare insorta per motivi di gelosia che ha causato gravi episodi verificatisi nella zona sud di Messina a partire dallo scorso ottobre.


Il lavoro di indagine della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Messina, ha permesso di ricostruire la vicenda e attribuire le responsabilità a carico degli arrestati.


La richiesta di applicazione della misura di massimo rigore scaturisce dall’evidenza di una condotta allarmante e assai grave. Gli arrestati non hanno esitato in più occasioni ad affrontarsi pubblicamente, minacciandosi vicendevolmente, utilizzando armi a scopo intimidatorio ed esplodendo colpi di arma da fuoco in strada e in pieno giorno, noncuranti del rischio di poter attingere eventuali passanti ignari.



Gli accertamenti effettuati nel corso delle indagini sui luoghi, nonché sugli arrestati e sugli abiti indossati, al fine di rilevare la presenza di eventuali residui di polvere da sparo (cosiddetto Stub), hanno confermato l’utilizzo di armi da fuoco.

Il ritrovamento su una terrazza condominiale sovrastante l’abitazione di uno degli arrestati di un fucile a canne mozze con matricola abrasa, nonché di bossoli e cartucce, seppur sequestrati a carico di ignoti, ha consentito di raccogliere ulteriori elementi idonei a definire i contorni della vicenda.

Al termine delle formalità di rito, i destinatari della misura cautelare sono stati trasferiti in carcere.