Meno veicoli a motore per strada, meno sostanze inquinanti in aria: i risultati dell’analisi di Arpa Sicilia

Meno veicoli a motore per strada, meno sostanze inquinanti in aria: i risultati dell’analisi di Arpa Sicilia

PALERMO – L’attuale lockdown per il Coronavirus ha avuto anche degli effetti positivi nella nostra isola. Le attuali restrizioni sulla mobilità con una minore quantità di veicoli a motore negli agglomerati urbani hanno prodotto infatti una riduzione dellinquinamento nellaria, grazie soprattutto a una minore emissione di determinate sostanze molto nocive per la salute di ognuno di noi, come ossidi di azoto e benzene.


Secondo l’ultima relazione condotta dall’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) della Sicilia, nelle due più grandi città dell’isola, Palermo e Catania, si registra una diminuzione superiore al 60% nella concentrazione oraria rilevata. Nelle aree industriali invece la riduzione si attesta tra il 44 e il 57%. Si tratta di dati comunque confortanti che indicano anche un grande passo avanti sotto il profilo della salubrità dell’aria, uno dei temi più discussi degli ultimi anni.


La responsabile del monitoraggio per la qualità dell’aria dell’Arpa Sicilia, Anna Abita, oltre a confermare una minore emissione delle sostanze, spiega come il traffico stradale faccia la sua parte nelle aree urbane e come l’analisi sia stata effettuata anche sulle polvere sottili. Inoltre nelle aree industriali sono stati registrati dati particolari che hanno sempre un loro peso per il territorio.


“Si deve parlare di inquinanti specifici – afferma Abita. In alcune stazioni rappresentative di agglomerati urbani, e in alcuni casi anche di aree industriali, abbiamo visto una drastica riduzione delle concentrazioni degli ossidi di azoto e del benzene. A Palermo e a Catania abbiamo una diminuzione maggiore del 60%, mentre è minore nelle zone industriali. Riguardo agli ossidi di azoto questo non ci sorprende perché nell’inventario regionale delle emissioni si nota come le loro concentrazioni siano fortemente determinate dal traffico stradale, sebbene tra la riduzione di esso e quella delle concentrazioni non ci sia sempre un’immediata correlazione di causa-effetto. Le dispersioni nell’atmosfera possono essere comportate anche da fenomeni metereologici. Abbiamo analizzato anche le polveri sottili, mentre sul particolato la diminuzione è minore perché dipende dal traffico stradale in una percentuale decisamente più bassa. Ha invece una grande componente derivante da combustioni non industriali, che corrispondono a riscaldamenti o a eventi naturali. La sua riduzione si attesta quindi intorno al 20%. Nelle aree industriali il benzene ha una componente notevole e nella stazione di monitoraggio Augusta Marcellino, nel periodo di marzo, abbiamo registrato dei picchi di concentrazione oraria fino a 120 microgrammi al metrocubo, emblematici del forte impatto derivante dagli impianti industriali nella zona”.



Le diminuzioni si sono registrate anche in aree urbane minori. Per l’immediato futuro c’è ancora da attendere le direttive, ma le previsioni si possono comunque fare, perché il monitoraggio va avanti in contemporanea con la messa in atto di determinate misure.

La stazione di Trapani – conclude Abita –, tra il periodo delle disinfestazioni nelle scuole e quello dell’emissione del decreto dell’11 marzo, ha registrato una riduzione di circa il 40% per gli ossidi di azoto. Per la Fase 2 non conosciamo ancora le misure per rientrare nell’attività lavorativa normale, ma prevedendo l’uso degli autoveicoli ci aspettiamo un aumento delle concentrazioni di sostanze inquinanti. Le misure da adottare per avere un miglioramento della qualità dell’aria in condizioni più stabili sono contenute nel Piano di tutela della qualità dell’aria, che prevede, una volta attuate quelle riguardanti il traffico veicolare e i centri urbani, una diminuzione del 40 % del traffico stradale e quindi un miglioramento della qualità dell’aria nel 2027″.

Immagine di repertorio