Mancata stabilizzazione dipendenti teatro Bellini, Santonocito: “I soldi non si sa dove vanno a finire”

Mancata stabilizzazione dipendenti teatro Bellini, Santonocito: “I soldi non si sa dove vanno a finire”

CATANIA – Una telenovela che va avanti da anni, ma che ancora oggi non trova una soluzione definitiva. Si tratta della mancata stabilizzazione dei dipendenti del teatro Vincenzo Bellini di Catania, che attendono un contratto a tempo indeterminato. Il mancato riconoscimento di questo diritto lo scorso 5 settembre li ha portati a mettere in atto un sit-in con striscioni e fischietti in via Sangiuliano.

La richiesta avanzata dai lavoratori al sovrintendente del teatro è quella di un incontro con il sindaco del capoluogo etneo Salvo Pogliese e con gli assessori regionali competenti affinché la problematica venga risolta per sempre. Un elemento richiamato durante la protesta è stato la legge Madia, che ha come obiettivo quello di ridurre il precariato negli enti pubblici. Ma, la proposta portata avanti nello scorso mese di luglio dal sovrintendente Roberto Grossi offre contratti di assunzione inferiori a un mese. Tutto questo, inoltre, si ripercuote sui costi di gestione degli spettacoli, sempre meno sostenibili per l’ente, che nei mesi scorsi è stato visto anche a rischio chiusura.




I finanziamenti da parte della Regione Siciliana non sono mancati, ma non arrivano mai a essere abbastanza. Inoltre per alcuni lavoratori il precariato dura da tantissimi anni e l’organizzazione ha bisogno di tante figure professionali, considerando anche il numero di persone andate in pensione. Un quadro completo della situazione lo mostra il segretario regionale Snalv Confsal Antonio Santonocito, che puntualizza come l’applicazione delle norme legislative sia fondamentale.

“Mancano la volontà politica e amministrativa – spiega Santonocito -, perché la legge Madia prevede che gli enti locali facciamo una ricognizione del personale. Quello che chiediamo quindi è la stabilizzazione di questi lavoratori, anche perché la Regione Siciliana ci mette i soldi. Lo stato di lavoratore precario per alcuni di loro va avanti anche da vent’anni, ma la cosa che ci incuriosisce di più è che il teatro negli ultimi anni ha avuto a disposizione una cifra di circa 13 milioni e mezzo di euro. Con questi soldi ha fatto lavorare i dipendenti precari con contratti a termine, ma con 30 ore di lavoro. Aggiungo anche che nel frattempo diverse persone sono andate in pensione, le somme regionali sono stabili e per l’assunzione a tempo indeterminato non dovrebbero esserci problemi. Questi soldi però non si sa dove vanno a finire e vengono fatti meno spettacoli rispetto a 5-6 anni fa. Il sovrintendente ci ha detto che i revisori dei conti hanno approvato il bilancio, ma siamo sempre dubbiosi”.

La sollecitazione agli enti locali è il pilastro di questa azione di ribellione dei lavoratori, che in passato ha avuto anche modalità estreme. Inoltre il termine massimo per un incontro con esse equivale a quello per avviare la procedura di stabilizzazione.

“Noi chiediamo l’incontro al sindaco – conclude Santonocito – in quanto è anche presidente dell’ente. Anni fa i dipendenti vennero fatti fuori e hanno protestato sul tetto del teatro. In seguito sono stati assunti, ma sempre per poco tempo. A luglio fu fatto un accordo che prevedeva l’assunzione a tempo pieno a settembre. I tempi per la stabilizzazione però si stanno restringendo e siamo ancora in alto mare. Ai tempi del governo Lombardo fu fatta una norma per arrivare a questo, ma l’occasione non fu colta. La lettera che Grossi ha detto di inviare alla Regione con la firma del sindaco non l’abbiamo ancora vista, così come non abbiamo notizie dell’incontro che abbiamo chiesto”.