I vaccini causano malattie: verità o menzogna? Il parere dell’esperto

I vaccini causano malattie: verità o menzogna? Il parere dell’esperto

CATANIA – È sbagliato affermare categoricamente che non si verifica mai alcun problema dopo la somministrazione del vaccino. Parlando di pro e contro, però, ritengo che l’ago della bilancia penda decisamente dalla parte degli effetti positivi. Al tempo stesso, stando ai dati che ogni anno fornisce l’agenzia italiana del farmaco, determinate disgrazie, che colpiscono intere famiglie, sono numericamente poco rilevanti e, in qualche misura, inevitabili“. 

Parla così il dottor Mario Cuccia, responsabile del servizio di Epidemiologia dell’Asp di Catania, all’indomani dalla pubblicazione del nostro servizio riguardo alla malattia di Luciano Mirabella: un calvario iniziato otto anni fa, a causa del quale oggi, il giovane ormai 21enne, non vede e non sente più.

Mentre Luciano vive la sua “non vita”, i genitori continuano a domandarsi come tutto questo sia potuto accadere e la loro ipotesi è una sola: il dramma sarebbe stato causato dal terzo richiamo del vaccino.

Riflettori ancora puntati, quindi, su una delle tematiche sociali che più fa discutere da anni. Lo scontro tra i detrattori dei vaccini e coloro che ne raccomandano la somministrazione, è tornato ad accendersi ma, andando oltre alla sterile polemica, ci si chiede cosa c’è ancora da sapere al riguardo.

“Il problema fondamentale è quello di far capire all’opinione pubblica se faccia male più il vaccino o la stessa malattia dichiara il dott. Cuccia -. Prendendo come esempio il caso del vaccino per il morbillo, non possiamo negare che questo causi piastrinopenia, ma d’altra parte c’è da dire che proprio il morbillo causa una diminuzione del numero di piastrine nettamente superiore”.

Una questione molto delicata rispetto alla quale è giusto non fare allarmismi in quanto è bene valutare che le reazioni rispetto al farmaco variano da individuo a individuo.

“Riferendoci sempre ai sintomi post vaccino, altra cosa è la febbre alta che provoca le convulsioni – continua Cuccia -. Studi a posteriori hanno chiarito che esiste una componente genetica che determina le convulsioni. In presenza, quindi, di soggetti su cui è stata comprovata questa componente, bisogna procedere con la somministrazione di paracetamolo (tachipirina) prima del vaccino, in modo da scongiurare la febbre alta – aggiunge -. Il punto, però, è che per quanto pedissequamente vengano eseguiti i controlli sui farmaci e gli screening sui pazienti, non è semplice prevedere ogni reazione”.

Infine, in merito al numero delle denunce annue verso i vaccini nocivi, sempre il dottor Cuccia, concludendo, ci dice che non è semplice fare una stima, in quanto si tratta di una questione gestita non in modo centralizzato dal Ministero della Salute, bensì dalle diverse Regioni.

“È quasi impossibile fare una stima degli indennizzi concessi – afferma Cuccia – ma possiamo parlare di una decina di casi all’anno a fronte di centinaia di migliaia di persone rese immuni alle malattie. In Italia esistono, comunque, controlli prima e dopo la messa in commercio del farmaco, oltre che le normative, come la 210 entrata in vigore nel 1992, che puntano alla tutela dei consumatori. I casi drammatici come quello di Luciano, purtroppo, non hanno mai le tinte forti e decise del bianco e del nero, ma rientrano tra le sfumature del grigio”.

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