Lotte di sangue, presunti tradimenti e droga: guerra "fratricida" per l'egemonia nel Catanese - Newsicilia

Lotte di sangue, presunti tradimenti e droga: guerra “fratricida” per l’egemonia nel Catanese

Lotte di sangue, presunti tradimenti e droga: guerra “fratricida” per l’egemonia nel Catanese

CATANIA – Le lotte “fratricide”, il sangue, la droga, le estorsioni. Questa la trama e gli intrecci che hanno caratterizzato il comune di Biancavilla (Catania) negli ultimi anni per ottenere l’egemonia e il controllo territoriale.

Tutti elementi emersi dall’operazione “Città blindata” e che hanno preso vita da due gravissimi episodi di sangue nel territorio catanese. L’omicidio del pregiudicato Agatino Bivona, avvenuto il 13 gennaio 2014, e quello di Nicola Gioco, conosciuto come “U Picciriddu”, commesso appena due giorni dopo.



Da questa lotta sanguinaria è emerso che a Biancavilla le redini del comando erano state prese da Giuseppe Amoroso, noto come “L’avvocato”. Nonostante la condanna ai domiciliari del 24 marzo 2014, Amoroso ha continuato a ricevere fedelissimi in casa: Giovanni Carciotto e Gregorio Gangi. Era a loro che affidava compiti importanti per sancire il definitivo dominio del suo gruppo. E per farlo aveva intessuto rapporti anche con esponenti di organizzazioni criminali non appartenenti alla famiglia “Tomasello – Toscano – Mazzaglia”, riconducibile ai Santapaola-Ercolano di Catania.

Per questo suo tentativo, di cui rese partecipe anche il fratello Vito, è stato preso di mira dagli altri appartenenti al clan, che hanno cercato di ucciderlo il 10 gennaio 2016. Un tentato omicidio fallito come quello nei confronti di Vito, avvenuto il 6 ottobre 2014.


A questa serie di legami e intrecci di personaggi si uniscono anche diversi episodi criminali, fra cui la detenzione di armi. Il 23 aprile 2015, nel corso di un’operazione vennero scoperti munizioni, un fucile calibro 12 e una pistola calibro 7,65 Browning, custoditi in una casa di campagna degli Amoroso.Il 9 giugno del 2016, invece, un intervento della polizia permise di trovare un vero e proprio arsenale composto da una mitraglietta calibro 7,65, una pistola Glock, quattro pistole a tamburo e numerose numerose munizioni.

Tra gli altri reati c’è anche l’estorsione. Il 19 settembre dello stesso anno, Giuseppe Amoroso e il braccio destro, Gregorio Gangi, furono arrestati per aver richiesto soldi al titolare del bar “Le Carillon”. Attività estorsiva e cruenta fu messa in atto anche nei confronti di una ditta di pompe funebri. Il 5 dicembre 2016, infatti, furono arrestate 12 persone che, dal 2012, pretendevano denaro e che, senza alcuno scrupolo, usavano azioni di violenza per farselo consegnare.

Infine, nell’ambiente malavitoso non mancava certamente lo spaccio di droga, con la cocaina tra le sostanze stupefacenti più commercializzate.

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