Lo Schiavo VS Falcone, quale futuro per Ferrovia Circumetnea? Fast/Confsal tuona: “Si dica tutta la verità”

Lo Schiavo VS Falcone, quale futuro per Ferrovia Circumetnea? Fast/Confsal tuona: “Si dica tutta la verità”

CATANIA – “Serve mettere in evidenza la verità dei fatti. Sono disposto anche a un incontro pubblico con l’Assessore Falcone, ma è necessario che le cose vengano dette per come sono realmente”. Intervenuto ai nostri microfoni, Giovanni Lo Schiavo, segretario regionale di Fast/Confsal Sicilia, ha espresso tutte le sue preoccupazioni per il futuro di Fce (Ferrovia Circumetnea), attualmente sotto gestione governativa.

Da tempo, soprattutto in sede tecnica, circolavano le voci legate al fatto che la Regione Siciliana volesse avocare a sé le concessioni delle Autolinee, uno dei tre vettori su cui opera la stessa Fce, insieme con la metropolitana e i 114 chilometri di ferrovia (Catania-Riposto).



“La politica locale ha avuto la sfortuna di non poterci mai affiancare in 120 anni di storia. Oggi – afferma senza mezzi termini Lo Schiavo – Circumetnea può dire di essere quel che è grazie alla gestione del ministero delle Infrastrutture e dei suoi delegati che si sono succeduti nel tempo, oltre al senso di appartenenza avuto dai lavoratori di ieri e di oggi”.

Il Decreto Legislativo 422/97  dispone il trasferimento della gestione della mobilità pubblica alle Regioni. Un aspetto, quest’ultimo, che, qualora si presentassero le condizioni adeguate, dovrebbe riguardare la stessa Fce, attualmente – come specificato poco sopra – sotto gestione governativa.


Il problema, però, come dichiarato dal segretario regionale del sindacato (il più rappresentato all’interno della stessa azienda siciliana) sta “nell’acquisizione complessiva di Circumetnea, come disposto per legge, evitandone lo smembramento. L’azienda – continua – deve continuare a essere quel che da sempre è stata”.

Un particolare di non poco conto è anche quello legato alla gestione economica di un’eventuale operazione d’acquisizione. “Al momento, la Regione Siciliana non sarebbe in grado di sostenere un simile esborso economico, vista la difficoltà di cassa”. Il bilancio tradizionale di Fce ammonta a 25 milioni di euro. Il passaggio dei fondi dallo Stato alla Regione prevede una modifica dello statuto regionale: “Stiamo parlando di un’operazione complessa, da realizzare per legge, ma per la quale devono esistere le giuste condizioni”.

Sulla questione, nei giorni scorsi, è intervenuto anche Marco Falcone, Assessore Regionale alla Infrastrutture e mobilità del Governo Musumeci. Alla domanda se fosse una priorità l’acquisizione di Fce, è arrivata una parziale smentita: “Per il momento non è una nostra priorità, se ne riparlerà in futuro”. 

Giovanni Lo Schiavo ha voluto rispondere alle dichiarazioni dell’Assessore, definendole “fuorvianti, visto che vanno a sviare la verità sulla questione. La nostra preoccupazione è che l’azienda etnea venga smembrata, ignorando il concetto di un’unità di Fce”.

Con l’istanza formulata il 27 settembre 2019 dall’Assessore Falcone al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e al viceministro, “la necessità di avviare il passaggio delle relative competenze istituzionali ed organizzative in capo all’Amministrazione regionale, unitamente al trasferimento al bilancio della Regione delle risorse finanziarie ad oggi destinate allo svolgimento di tali attività”.

In ultima analisi, Lo Schiavo conclude: “Riteniamo che le argomentazioni sin qui prospettate in merito, dallo stesso Assessore, non colgono l’essenza della questione sollevata da Fast/Confsal e la preoccupazione dei lavoratori, connessa allo smembramento della Circumetnea. Le Autolinee, a nostro avviso, sono e devono rimanere parte integrante della Circumetnea”.