La truffa del "militare americano" miete vittime anche in Sicilia: 55enne raggirata - Newsicilia

La truffa del “militare americano” miete vittime anche in Sicilia: 55enne raggirata

La truffa del “militare americano” miete vittime anche in Sicilia: 55enne raggirata

MODICA – In questi giorni si è concretizzata, a Modica, la famigerata “truffa del militare americano” che ha ormai fatto il giro del mondo mietendo vittime ovunque, anche in Italia. Sempre a opera di soggetti di origine nigeriana. La tecnica utilizzata è quella di carpire la fiducia della vittima, anche attraverso foto in divisa. Purtroppo la rete criminale ha complici in moltissimi Paesi e indagini di polizia giudiziaria, per la stessa truffa, sono state condotte anche negli USA (Nigerian Internet Romance Scam).

L’episodio nel Modicano è avvenuto attraverso uno dei social sul quale una 55enne pubblicava foto e dati personali. Così, qualche mese fa la vittima è stata contattata da un sedicente soldato americano in Afghanistan, vedovo e con figli. L’uomo è riuscito a far breccia nel cuore della donna e con varie scuse ha iniziato a chiederle soldi, poiché, lui non avrebbe potuto disporne in quanto all’estero.



Nasce, così, una vera e propria relazione “virtuale” tra i due. Il sedicente militare, allora, ha deciso, artatamente, di mettere in contatto la donna con i suoi figli, facendoli affezionare, secondo quanto detto dalla donna.

Quest’ultima, così, è stata subdolamente truffata. Una prima volta avrebbe versato 1.600,00 euro su un conto tedesco  intestato a un nigeriano, necessario per far curare i denti alla figlia del finto militare. Poi è stata inventata una finta gita scolastica della figlia a Los Angeles, chiedendo inizialmente 6mila euro, poi, ridottisi a 2mila in quanto la donna non poteva sborsare la somma richiesta. In questo caso il versamento è stato fatto su un conto corrente spagnolo intestato a una donna, presumibilmente di origine nigeriana.


La truffa, poi, si è arrestata quando la bambina ha deciso di mandare delle foto alla donna per ringraziarla della gita. Quest’ultima, insospettita, ha pubblicato le foto su Google; di rimando, altro sito web le ha inviato le stesse immagini ritraenti i suoi interlocutori come soggetti già denunciati per furti di identità e relativi profili di due notissimi “social”.

Nonostante ciò il truffatore, senza scrupoli, ha continuato a inviare messaggi alla sua vittima chiedendo di fornire l’intero importo della fatidica gita scolastica, fornendo anche IBAN di conti correnti italiani riferiti. A questo punto la vittima ha interrotto le erogazioni e sporto denuncia alla Polizia di Stato.

La polizia di Modica, nel corso delle complicate indagini che hanno inevitabilmente portato all’estero, ha denunciato all’autorità giudiziaria due individui: un nigeriano emigrato in Germania e una donna residente in Spagna, ancora da identificare compiutamente. Altre indagini sono in corso al fine di identificare i truffatori.

Nel corso degli ultimi mesi, altre attività condotte dal commissariato di Modica, hanno portato a ulteriori 4 denunce penali. In primis è stato denunciato all’autorità giudiziaria un messinese B.A. di 47enne, il quale da accertamenti è risultato annoverare decine di truffe con le medesime modalità in diverse parti d’Italia. Spacciandosi per un demolitore, si faceva inviare un vaglia postale, genere veloce, dell’importo di 85 euro, per un faro anteriore di un’auto straniera; dopo essersi accertato che la vittima gli avesse inviato tramite WhatsApp la ricevuta del versamento si rendeva irreperibile.

In un altro caso la vittima, interessata all’acquisto di una Panda modello 4×4 pubblicizzata su un noto sito di vendita, a conclusione di trattative con una signora, proprietaria del mezzo, versava l’importo di 1.900,00 euro comprensivi di passaggio di proprietà e spedizione in loco. Effettuato il versamento su ricarica PostePay e inviata ricevuta di quanto effettuato, la venditrice si rendeva irreperibile. La responsabile della truffa è stata identificata dagli agenti del commissariato di Modica in una cinquantenne C. P. originaria della provincia di Napoli ma residente a Foggia, e segnalata all’autorità giudiziaria.

In un altro episodio, la vendita di un biglietto per l’accesso a un concerto reclamizzato su un notissimo “social” ha mietuto come vittima un giovane che lo aveva acquistato tramite ricarica su carta Paypal, aggiungendo la richiesta, su suggerimento dell’autore della truffa, della dicitura “versamento a amici”; tale espediente era necessario perché in tal modo non era più possibile revocare l’accredito effettuato.

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