La tragedia di Catania, Daniele Carli come Luca Cavallaro: due padri e due storie con lo stesso dolore

La tragedia di Catania, Daniele Carli come Luca Cavallaro: due padri e due storie con lo stesso dolore

CATANIA – Due padri, due storie, due tragedie identiche. Così lontani geograficamente (uno di Pisa, l’altro di Catania), ma così vicini nell’animo e nella comprensione reciproca. Un padre ha ormai fatto i suoi conti con il passato, l’altro deve ancora provare ad accettare quanto successo, deve combattere con quel “grande vuoto in testa“.

Luca Cavallaro, ingegnere catanese impiegato amministrativo all’Università di Catania, è lo straziante protagonista della tragedia successa giovedì scorso a Catania, proprio nel suo luogo di lavoro. L’uomo ha dimenticato il figlioletto di 2 anni, Leonardo, in macchina, sotto al sole cocente, causandone involontariamente la morte.



Una tragedia nella tragedia. Un figlio morto e un padre che cade inevitabilmente nel baratro. In momenti del genere il sostegno dei più cari non deve mancare. La moglie di Cavallaro si unisce nel dolore al marito, ma un altro messaggio forte e speranzoso arriva dritto al cuore della famiglia.

È quello di Daniele Carli, che nel maggio del 2018 si rese protagonista del medesimo episodio. Anche lui dimenticò la propria figlia in macchina e ne causò la morte e, per questo, ha voluto esprimere la sua vicinanza e la sua forza a Luca Cavallaro, il suo “amico di Catania“.


Una lettera di speranza, dove Carli invita un altro padre accomunato dalla stessa tragedia, a farsi forza e ad accogliere l’aiuto dei più cari. Definisce il momento come una caduta in un pozzo buio dal quale, però, si può risalire con pazienza e si può ricominciare a vivere. Un messaggio forte, che tocca nel profondo perché mandato da una persona che condivide lo stesso dolore.

Luca Cavallaro non deve essere condannato. Un errore madornale che, nonostante tutto, deve fare riflettere tutti. Perché ormai si vive solo di lavoro e ritmi sfrenati, si vive in un mondo frenetico, che porta i più a dimenticarsi anche delle cose più basilari, come accompagnare il proprio figlio all’asilo.

Fonte immagine Google Maps