In silenzio e in attesa: solo chiacchiere ma zero fatti. Continua la protesta degli ex autisti soccorritori della One Emergenza

In silenzio e in attesa: solo chiacchiere ma zero fatti. Continua la protesta degli ex autisti soccorritori della One Emergenza

CATANIA – Continuano a protestare, pacificamente, solo come i padri di famiglia riescono a fare: in silenzio, aspettando, ma stanchi e demoralizzati di non riuscire più da oltre 14 mesi a portare il “pane” a casa.


Sostano in piazza Santa Maria di Gesù, davanti all’Azienda Ospedaliera Garibaldi del capoluogo etneo da ben tredici giorni, con la speranza che le tante parole ascoltate in questi mesi – e soprattutto in questi giorni – diventino contratti effettivi di lavoro.


Protagonisti dell’amara vicenda sono gli ex autisti soccorritori dell’ex One Emergenza che, nonostante diverse ordinanze del giudice del lavoro di Catania, si ritrovano ancora senza un posto fisso.


Le cronache locali ne hanno parlato in lungo e in largo e così come anche la nostra redazione: i dipendenti hanno vinto diverse sentenze giudiziarie che stabiliscono la riammissione da parte della nuova ditta appaltatrice – la First Aid Onenello stesso posto di lavoro e con le stesse modalità.



Tutto ciò, ad oggi, non è arrivato. Soltanto nei giorni scorsi vi avevamo parlato della soluzione che sembrava dovesse arrivare lo scorso lunedì ma che, invece, oltre alle chiacchiere, non ha portato a nulla di concreto. E loro protestano: continuano a sostare lì, con le loro tende, giorno e notte, e lo faranno fin quando chi di dovere non si decida a fargli firmare un contratto di lavoro che gli spetta.

Le soluzioni trovate, in via temporanea, dalla First Aid One, non vanno bene ai dipendenti. “Non vogliamo essere assunti in un’altra sede del centro Italia, vogliamo lavorare nello stesso posto da dove ci hanno licenziati, nella nostra terra e nella nostra provincia, vicini alle nostre famiglie“, dichiarano a gran voce.

In attesa di soluzioni definitive, continueremo a seguire l’evolversi della vicenda, affinché questi padri di famiglia possano rasserenarsi e ritornare a casa con un contratto di lavoro in mano.