Imprenditore catanese assolto “per non aver commesso il fatto”: la vicenda di Rosario Puglia

Imprenditore catanese assolto “per non aver commesso il fatto”: la vicenda di Rosario Puglia

CATANIA – Con riferimento al nostro articolo pubblicato il 25 settembre del 2015, che vedeva protagonista un imprenditore catanese finito sulle pagine dei giornali per un arresto avvenuto nei suoi confronti eseguito dai carabinieri, l’Avvocato dell’imprenditore, Dario Perna, rende noto che: “Il mio assistito Puglia Rosario è stato assolto dalla terza sezione del Tribunale di Catania per non avere commesso il fatto”.

Di seguito una breve ricostruzione della vicenda fornitaci dal legale.



La vicenda nasce da una denuncia presentata ai carabinieri di Linguaglossa da un ufficiale giudiziario in servizio presso l’UNEP di Catania che lamentava di essere stata minacciata di morte da Puglia in occasione di due accessi presso la sua azienda vinicola per effettuare dei pignoramenti. Le minacce, a dire della denunciante, sarebbero avvenute anche in presenza dei carabinieri e sarebbero state rivolte anche verso gli stessi carabinieri e verso le istituzioni in generale.

In conseguenza di tale denuncia Puglia fu dapprima attinto da ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. di Catania e successivamente rinviato a giudizio per rispondere del reato di cui all’articolo 336 C.P..


All’esito del processo, celebratosi innanzi alla terza sezione del Tribunale di Catania, Puglia è stato assolto per non avere commesso il fatto. In particolare, nel corso dell’istruttoria dibattimentale sono stati sentiti, oltre alla denunciante, tre carabinieri della stazione di Linguaglossa, tra cui anche il comandante, i quali hanno tutti negato sia di essere stati oggetto di minacce da parte di Puglia, sia di avere assistito a minacce da questi profferite nei confronti dell’ufficiale giudiziario o delle istituzioni in generale, aggiungendo che le operazioni di pignoramento si svolsero sempre regolarmente e senza intoppi di alcun genere.

Alla luce di ciò, il Tribunale ha assolto il Puglia scrivendo in sentenza:Le affermazioni della persona offesa non hanno trovato alcun riscontro; anzi i due carabinieri sentiti hanno entrambi negato di avere ricevuto nel tempo, e non solo nei due episodi per cui è processo, alcun tipo di minaccia dal Puglia. Appare poi quantomeno contraddittorio che, dopo avere ricevuto le gravi minacce riportate in querela, l’ufficiale giudiziario affermi di essersi recata dal Puglia altre volte e senza l’ausilio delle forze dell’ordine’. 

Il Puglia è stato assistito in tutte le fasi processuali dal sottoscritto”.

Immagine di repertorio