I giovani catanesi di oggi non vogliono più “arrangiarsi”? In molti preferiscono la comodità alle tende in spiaggia – le INTERVISTE

I giovani catanesi di oggi non vogliono più “arrangiarsi”? In molti preferiscono la comodità alle tende in spiaggia – le INTERVISTE

CATANIA – È Ferragosto: il classico scenario a cui molti sono abituati prevede che un gruppo di giovani pianti delle tende in riva al mare e – tra falò e canzoni strimpellate alla chitarra – in tutta semplicità si goda uno degli ultimi giorni d’estate, ma nel 2020 la situazione è ancora questa?


Sono intervenuti ai microfoni di Newsicilia alcuni ragazzi catanesi per raccontare come adesso i nuovi giovani festeggiano il Ferragosto.


“Io e il mio gruppo festeggeremo in una piscina privata, abbiamo preferito optare per la comodità che invece le tende in spiaggia non possono assolutamente dare”. Proprio “comodità”, infatti, sembra la parola d’ordine secondo cui le vacanze 2.0 vengono scelte e poi trascorse.


“Festeggio in una casa con piscina con amici, quindi diverso dal normale andare al mare. Così si evita la confusione, lo stress, e si hanno le comodità di una casa. Personalmente lo preferisco mille volte del solito andare al mare, perché la comodità ti evita i problemi, spiega una giovane catanese.



Sembra quasi che ormai per i più la “tradizione” sia tutto quel che non riguarda il mare e la spiaggia: “L’anno scorso ho passato la notte del 14 a casa con amici, quindi per cambiare vado in spiaggia: cerco ogni anno una novità.

Oltre che “comodità”, un’altra keyword in tema Ferragosto sembrerebbe essere “stress”, contesto che nel caos della spiaggia non manca mai: “Preferisco la tranquillità anche di un’uscita con pochissimi amici e delle birre immersi nelle strade vuote della città perché gli altri saranno sicuramente a riempire le spiagge”.

In riva al mare molte delle comodità a cui i giovani sono abituati diventano quasi irraggiungibili: oltre al comfort, la morbidezza di una poltrona o un letto, l’igiene di sanitari e cucine private, a mancare mentre il rumore del mare è forte nelle orecchie spesso è anche l’impossibilità di avere energia elettrica, acqua corrente, una copertura di rete telefonica o internet.

A questo spesso si può aggiungere anche la classica organizzazione “dell’ultimo minuto”, tipica da anni di ragazzi e ragazze che – forse – alla fine arrivano a scegliere di accamparsi in riva al mare, giusto perché l’impegno in questo caso è pari a zero.

Sarà dunque finita l’era dei falò? Della canzone del sole e del bagno di mezzanotte, dell’alba che bacia il mare al mattino?

Con un’intera isola a disposizione, dunque, quanti saranno davvero i ragazzi che trascorreranno il loro Ferragosto in una tenda, preferendo il bagliore della luna a quello le proprio cellulare?