"Ha scelto il ragazzo sbagliato". La disperazione del padre di Alessandra, ennesima vittima di femminicidio - Newsicilia

“Ha scelto il ragazzo sbagliato”. La disperazione del padre di Alessandra, ennesima vittima di femminicidio

“Ha scelto il ragazzo sbagliato”. La disperazione del padre di Alessandra, ennesima vittima di femminicidio

MESSINA – “Ha scelto il ragazzo sbagliato, più volte le avevo detto di lasciarlo. Speriamo ora che la giustizia faccia il suo corso, inizia così il lungo sfogo del padre di Alessandra Immacolata Musarra, Luciano, all’indomani del femminicidio della figlia, 29enne, uccisa dal fidanzato, Cristian Ioppolo, 26 anni.

“È stata anche vergognosa la messinscena che ha messo in atto con me e gli altri familiari facendo credere non fosse lui il colpevole con la storia del messaggio mandato dal cellulare di Alessandra e la chiamata che ha fatto a me”, prosegue l’uomo.


Alessandra e Cristian avevano iniziato una relazione nell’aprile del 2018 e, dopo solo un mese, avrebbero deciso di andare a convivere nell’abitazione della ragazza. Un rapporto che, dopo poco tempo, sarebbe diventato turbolento, al punto che, a causa dei litigi, spesso, i due, avrebbero interrotto la convivenza. In quei momenti Cristian faceva ritorno nella casa della madre, salvo trascorrere qualche notte nell’appartamento della fidanzata. Lo stesso appartamento, sito al primo piano di uno stabile a Santa Lucia sopra Contesse, dove il 26enne avrebbe ucciso Alessandra.

Erano circa le 8 del mattino quando il padre della vittima, insieme al figlio – che abita nell’appartamento sottostante quello di Alessandra -, si sarebbero precipitati a casa della 29enne e avrebbero tentato di entrare in casa. Non riuscendovi, a causa della chiave inserita nella toppa che impediva l’accesso nell’appartamento, i due sarebbero entrati da una finestra, dopo essersi arrampicati su una scala esterna. Presente al momento della scoperta del cadavere anche Cristian che avrebbe contattato il padre della vittima dicendo di non riuscire a entrare in casa e che avrebbe finto stupore di fronte al corpo straziato della vittima.

Alessandra, infatti, sarebbe stata massacrata a calci e pugni, diverse, infatti, le contusioni presenti sul corpo della donna, soprattutto al volto. Secondo le prime ricostruzioni, il 26enne, dopo l’omicidio, avr

ebbe avuto il tempo di tornare nella propria abitazione, dove si sarebbe tolto i vestiti sporchi di sangue, che indossava al momento della brutale violenza, e li avrebbe lasciati in lavanderia, luogo in cui successivamente li avrebbero trovati e sequestrati i poliziotti.

Sarà l’esame autoptico, che dovrebbe essere eseguito entro la fine della settimana, a stabilire l’ora e le cause del decesso.

Intanto, la città di Messina, ha deciso di dedicare la giornata della festa della donna, che si celebra proprio oggi, ad Alessandra, l’ultima vittima di femminicidio in Sicilia. Un corteo, organizzato da CeDAV Onlus (Centro Donne Anti-violenza di Messina), è partito alle 18 da piazza Antonello: una marcia silenziosa che coinvolgerà tutte le vie centrali della città dello Stretto. Il CeDAV Onlus ha dichiarato anche l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo penale a carico del presunto assassino della ragazza.

In tutta Messina, il dolore, la fa da padrone: da ieri, infatti, il primo cittadino De Luca, ha proclamato il lutto cittadino.

Diversi i messaggi di cordoglio per ricordare la vittima. Anche la sorella di Alessandra, Carmen, ha ricordato la 29enne: “Era una ragazza splendida e solare. Lui non so nemmeno come definirlo, la sua non era solo gelosia, era consapevole che una ragazza come mia sorella non l’avrebbe trovata mai più perché non era alla sua altezza e quindi temeva lo lasciasse. Litigavano, ma non potevamo pensare accadesse una cosa del genere”.