Foresta urbana tra via Vagliasindi e via San Filippo Neri, Strano: “Dai tempi di Piccinato si parla della costruzione di un cavalcavia” – FOTO

Foresta urbana tra via Vagliasindi e via San Filippo Neri, Strano: “Dai tempi di Piccinato si parla della costruzione di un cavalcavia” – FOTO

CATANIA – Una vera e propria giungla urbana a Catania è presente e in pochi lo sanno. Stiamo parlando di una vasta area compresa tra via Vagliasindi e via San Filippo Neri ed estesa verso nord fino alla via dei Salesiani.

Malgrado la fortissima urbanizzazione degli anni ’60 del secolo scorso questa zona si è mantenuta verde e non è stata interessata da veri e propri interventi pubblici, rappresentando così un vero e proprio buco urbano, che se venisse eliminato darebbe davvero tanto alla zona e favorirebbe lo smistamento del traffico presente su via Imperia, via Vagliasindi e via Vincenzo Giuffrida.


La zona attualmente è formata da alberi che crescono spontaneamente in mezzo alla spazzatura e dalla via San Filippo Neri, e al momento non è possibile nemmeno accedere a causa soprattutto della presenza di burroni profondi circa 6 metri. Il proprietario della maggior parte dell’area è il Comune di Catania, mentre alcuni piccolissimi lotti, più vicini al parcheggio di via Vagliasindi, noto anche come piazza Lombardo Radice, appartengono a privati.

Tra gli anni ’80 e gli anni ’90 l’istituto scolastico Lombardo Radice, alle spalle del quale l’area ricade, aveva mostrato un interesse per costruirvi nuove aule, ma con la fine del boom demografico il progetto fu accantonato. Ma non finisce qui perché la stessa via San Filippo Neri al momento è a tutti gli effetti un’arteria senza sbocco, in quanto termina su una piccola fioriera e non ha alcun accesso per i veicoli sull’inizio di via dei Salesiani.



A prendere parola in merito alla questione è il consigliere del Terzo Municipio Borgo-Sanzio, Diego Strano, che afferma come la prima cosa da fare sia la costruzione di un cavalcavia per collegare il parcheggio di via Vagliasindi, che tra l’altro è anche un punto di raccolta in caso di evento sismico privo però dei necessari servizi, con la via Cosenza, una delle traverse che collegano via Vincenzo Giuffrida con via San Filippo Neri.

“Si tratta di una vera e propria giungla urbana – sottolinea Strano – che occupa un enorme spazio da piazza Lombardo Radice a via San Filippo Neri, pieno anche di depressioni e avvallamenti di circa 6 metri, che lo rendono inutilizzabile per i cittadini. Qui già dai tempi del Piano Regolatore Piccinato, quindi dagli anni ’60, si prevede la nascita di un ponte di collegamento tra la piazza Lombardo Radice e via Cosenza. Questo cavalcavia potrebbe rappresentare il futuro della viabilità di questa zona di Catania, in quanto il traffico defluirebbe meglio su via Vincenzo Giuffrida. L’obiettivo è quello di bonificare questa giungla, che è anche a forte rischio incendi, e in alternativa al ponte si potrebbe livellare il terreno nei punti in cui ci sono gli avvallamenti“.

Ma come abbiamo detto i problemi non finiscono qui, perché lo stato nel quale si trova adesso la via San Filippo Neri contribuisce e non poco ad aumentare il traffico su via Imperia. Il problema non è solo il mancato sbocco sulla via, ma anche la presenza di una cabina Enel che porta la carreggiata a essere molto più stretta. Allargando lo sguardo al resto della zona permane ancora una forte criticità sul sottopasso di via Giuffrida Castorina.

“Si dovrebbe portare la via San Filippo Neri – conclude Strano – ad accedere sullo spiazzo in cui è presente il benzinaio, e quindi su via dei Salesiani, e trovare un punto in cui poter andare a mettere la cabina Enel per allargare la carreggiata e rendere più fluida la circolazione. Una volta portato termine il collegamento con la via dei Salesiani io proporrei di rendere la via San Filippo Neri a doppio senso fino allintersezione con via Patanè e a senso unico a salire oltre. Aggiungo anche che la via Giuffrida Castorina non può ancora essere ancora tutta a doppio senso a causa della presenza di un terreno che nell’ultimo tratto restringe la carreggiata. Un altro problema non ancora risolto”.