Filiera di passione e innovazione da “Sole” per imporsi sul mercato lattiero-caseario siciliano

Filiera di passione e innovazione da “Sole” per imporsi sul mercato lattiero-caseario siciliano

CATANIA – Molto più che una semplice convention aziendale di una industria lattiero-casearia. Quello visto oggi a Contrada Torrazze nella zona industriale di Catania, dove si insedia lo stabilimento della Parmalat – Sole, non è stato il solito convegno di autocelebrazione ma un condensato di passione ed innovazione che, unite a professionalità e competenza, producono quotidianamente risultati entusiasmanti. Ed utili a tutti: all’Azienda, al consumatore, al territorio.


Parmalat ha inaugurato le nuove linee produttive dello stabilimento di Catania radunando gli attori principali del settore sotto il tema “Filiera e territorio come asset strategico in Sicilia“. È stata l’occasione per un confronto che, attraverso uno specifico modello di sviluppo, ha lasciato poco spazio alle parole, affidando la concretezza del progetto ai numeri. Così è stato più semplice capire come investimenti e centralità delle strategie di sviluppo hanno permesso il raggiungimento di obiettivi primari.


Sei sono stati i milioni di euro investiti durante i tre anni di lavori che sono serviti ad innovare gli impianti industriali e ad incrementare l’efficienza aziendale. A sottolinearlo è stato Giovanni Pomella, general manager di Parmalat in Italia, che per primo ha preso la parola dopo l’introduzione del collega Salvo Fallica, moderatore del convegno. Addirittura “tredici i milioni investiti nelle due sedi di Catania e Ragusa negli ultimi 5 anni – ha continuato Pomella – per radicare sempre più l’Azienda nel territorio a favore dei circa 130 dipendenti diretti e dei quasi 7.000 se si considera l’indotto. Lavoratori tutti siciliani“.


E la chiara valenza occupazionale in una terra ad alto tasso di disoccupazione è stata evidenziata anche dal direttore dello stabilimento di Catania, Giuseppe Ignizio. “Siamo davvero orgogliosi di ciò che abbiamo realizzato. Gli investimenti effettuati – ha detto Ignizio – ci hanno permesso di migliorare sia gli impianti produttivi sia gli ambienti di lavoro. Mi preme, a tal proposito, ricordare che abbiamo sostituito ben 10.000 mq. di copertura in amianto e, ovviamente, abbiamo creato nuove linee di produzione che ci hanno permesso anche di diversificare la nostra gamma di prodotti piazzati sul mercato“.



Un occhio al prodotto, dunque, e grande rispetto per i lavoratori che con encomiabile passione sono stati determinanti per la crescita dell’Azienda. Un attaccamento alla proprietà, il loro, talmente riconosciuto dal direttore Ignizio che ha voluto cominciare il suo intervento odierno con un filmato che dava voce ai vari dipendenti per spiegare l’attività aziendale.

Sulla qualità dei prodotti ha insistito anche Gabriele Orzi, responsabile Milk Collection Parmalat che ha sottolineato come, oggi più che mai, i consumatori siano particolarmente attenti a ciò che mangiano. Decisamente passionale e confortante è stato anche l’intervento di Antonino Salina, direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell’Asp 3 di Catania, che ha sottolineato come sul latte prodotto nello stabilimento etneo vengano effettuati ben 1.800 esami. E di come dal 1997 in poi (anno in cui col D.P.R. del 14 gennaio n. 54 il Servizio Veterinario divenne competente per la sicurezza alimentare della filiera lattiero-casearia) sono state apportate tutte quelle migliorie richieste dall’Asp e che oggi fanno della Parmalat un’azienda leader per la sicurezza igienico-sanitaria nella filiera del latte.

Delle attività in favore del territorio ha parlato Valentina Caramanna, Brand Manager Marketing dei Marchi Sicilia del gruppo. “Dal 2015 la nostra strategia di comunicazione – ha detto Valentina Caramanna – ha puntato tutto sulla territorialità. A tal punto da coniugare lo slogan «Da sole mani siciliane» che abbiamo diffuso attraverso i volti dei nostri stessi dipendenti che sono stati i testimonial delle nostre campagne pubblicitarie. Ma andiamo fieri – ha aggiunto la responsabile marketing – anche dei progetti sociali che abbiamo sposato e che continueremo a sostenere. Su tutti il progetto WonderLAD, la casa del cure-and-care inaugurata il 20 novembre scorso e che accoglie i bambini con malattie oncologiche e le loro famiglie, supportati nel periodo del ricovero al Policlinico Universitario di Catania”.

Il quadro complessivo della filiera in Sicilia è stato illustrato da Vito Chillemi, direttore vendite Sicilia, che ha puntato i riflettori soprattutto sulla Grande Distribuzione mentre dei vantaggi nutrizionali del latte e dei suoi derivati hanno accennato Agatino Russo (Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimenti, Ambiente dell’Università di Catania) e Fabio Galvano (Professore Ordinario di Scienze Tecniche Dietetiche Applicate dell’Università di Catania).

Non è mancato il confronto con le istituzioni regionali e cittadine e con gli imprenditori. Ad intervenire, infatti, sono stati anche l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza (che ha portato i saluti del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci), il Sindaco di Catania Salvo Pogliese e il presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco.

Da sinistra: Giovanni Pomella, Giuseppe Ignizio e Salvo Fallica.
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