Ferie ed estate: i disservizi sanitari. Rizzo: “Non dovrebbe accadere, ma…”

Ferie ed estate: i disservizi sanitari. Rizzo: “Non dovrebbe accadere, ma…”

CATANIA – Il periodo estivo è sinonimo di mare, bella stagione e, per chi lavora, ferie e vacanze. E sono questi ultimi aspetti quelli che da un lato portano benessere (a chi ne beneficia) e dall’altro qualche disagio. Specialmente per chi deve usufruire di servizi.

Tra i settori che maggiormente risentono di alcune carenze c’è sicuramente quello relativo alle assistenze sanitarie; e nel mese di agosto si può incorrere facilmente in alcune difficoltà. Se è vero che i servizi essenziali, quali pronto soccorso e attività di reparto, sono sempre garantiti, non può dirsi lo stesso per quelli ambulatoriali. Per esempio, sulla base di alcune segnalazioni, è emerso che qualcuno ha visto slittare la data dell’ecografia già prenotata.

A queste problematiche ha dato una risposta il dottor Antonino Rizzo, medico di famiglia e consigliere dell’Ordine dei Medici di Catania: “Nel periodo estivo si assiste alla diminuzione del personale, ma i servizi di emergenza ed urgenza vengono garantiti al 100%. A differenza di quanto può accadere con altri. Sono casi che capitano, anche se nella pratica non dovrebbero mai accadere, ma con la razionalizzazione della spesa purtroppo può succedere”. Quello di agosto è senz’altro un mese difficile e con diverse problematiche ed è per questo che è necessaria una buona organizzazione da parte delle strutture ospedaliere. 

Ed è in questo quadro che Rizzo vuole evidenziare maggiormente l’importanza che ricopre il medico di famiglia: “Questa figura è vista sempre come di contorno e viene spesso accusata di non essere presente. A tal proposito, invece, vorrei sottolineare che noi non lasciamo mai gli studi sguarniti e siamo sempre al fianco dei pazienti. Anche quando andiamo in ferie, infatti, deleghiamo la mansione a un medico di pari livello. E, in questo periodo, assumiamo un’importanza ancora maggiore, perché possiamo essere punto di riferimento per le persone, consigliandole nel modo migliore”.

Di certo, quindi, non ha senso chiudere i reparti, né tanto meno farsi battaglia tra addetti dello stesso settore, cosa che invece capita spesso. L’ideale per garantire i servizi sarebbe, perciò, quella di sostituire i medici dedicati normalmente a certi reparti con quelli di altri che sappiano ricoprire anche altri ruoli.

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