Federconsumatori, eletti presidente regionale e vice

Federconsumatori, eletti presidente regionale e vice

CATANIA –Oggi vi lancio un appello: vi chiedo di darci una mano e vi offro di darci una mano, perché non c’è dubbio che gli ultimi 15 anni della vita non solo catanese, ma siciliana, sono stati tra più bui della nostra storia”. Parla così alla platea di Federconsumatori il sindaco Enzo Bianco. La sua è una chiamata all’impegno comune, ma ancor di più a trovare strategie efficaci e concrete per combattere l’illegalità diffusa in città. L’occasione per confrontarsi su uno dei temi attuali più delicati, è arrivata dal congresso regionale della Federazione e dalla sua tavola rotonda dedicata alla legalità a Catania moderata da Clelia Papale, presidente uscente di Federconsumatori Catania.

I lavori tenutisi ieri al Palazzo della Cultura, ai quali ha partecipato anche il procuratore della Repubblica Giovanni Salvi, il vicepresidente della Federconsumatori nazionale Sergio Veroli, e Mimma Argurio, della segreteria regionale di Cgil Sicilia, si sono conclusi con l’elezione del nuovo presidente regionale: Alfio La Rosa, catanese, 58 anni, una vita nel sindacato dei lavoratori elettrici della Cgil , esperto del dipartimento regionale Ambiente, territorio e fondi europei. Suo vice sarà Salvo Nicosia, neo eletto presidente a Catania.

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La palermitana Gaia Matteini (attualmente vicepresidente della consulta giuridica nazionale di Federconsumatori) è stata eletta presidente del Consiglio direttivo regionale. Tra i temi affrontati durante il congresso, l’acqua come bene pubblico, il sistema dei trasporti, le tasse locali, la tutela e l’informazione dei cittadini. “Ma possiamo già dire di essere arrivati alla terza fase della vita della nostra Federconsumatoriha sottolineato il vicepresidente regionale Nicosiadove grazie al documento congressuale nazionale della nostra sigla, ci viene affidato il ruolo di presidio di legalità, soggetto politico di azione sociale, in sostituzione di quel ruolo di cerniera democratica che una volta era dei partiti. Ruolo necessario che non può certo scomparire, pena l’identità stessa della democrazia. La nostra missione sarà sempre quella di proporre soluzioni, di suggerire correttivi, in nome dei cittadini-consumatori che da quando esistiamo ricevono il nostro supporto nella vita di tutti i giorni”.

Il procuratore Salvi si è soffermato sul racconto di quello che ha comportato la scelta, nel 2012, di costruire in Procura un progetto organizzativo dove è stata collegata l’ illegalità diffusa e illegalità della criminalità organizzata. “Sulla base dell’individuazione di questo nesso, noi abbiamo dedicato una parte consistente delle nostre energie per la criminalità cosiddetta minore. È la prima volta che questo accade a Catania – ha detto Salvi -. Abbiamo creato il gruppo ‘sezione affari semplici’ che non è semplicemente un smaltitore di procedimenti. Grazie ad un’analisi statistica del trattamento dei procedimenti ci siamo accorti che il numero registrava nelle primissime settimane un abbattimento ma dopodiché rimaneva statico, finendo in prescrizione. Il loro turno non veniva mai, poiché i magistrati sono solitamente oppressi da una mole di lavoro molto grande. Questo determinava innanzitutto una mancanza di trasparenza nella vita della Procura, una non omogeneità di trattazioni analoghe e una mancanza di tutela degli interessi. Oggi cerchiamo di dare giustizia anche alle cose minori”.

Il procuratore ha anche fatto riferimento a temi importanti come la tutela dell’ambiente, del duplice aspetto dell’inquinamento e dell’edilizia abusiva. E ha concluso: “Vediamo che l’amministrazione comunale di Catania si impegna nella stessa direzione, abbiamo trovato una buona corrispondenza anche su questi aspetti. Adesso ci aspettiamo che siano i cittadini a fare questo passaggio, perché non sempre le istituzioni sono indietro rispetto ai cittadini, qualche volta non è così”.

Anche Bianco ha fatto la sua analisi territoriale dell’illegalità: “Negli ultimi 15 anni si è creata una sorta di ‘santa alleanza’, tra chi tiene un atteggiamento di tolleranza verso l’illegalità diffusa e chi crede di poter ignorare tutte le regole, trovando oltraggiosa persino la multa di un vigile urbano se si esercita abusivamente. Eppure lo Stato ci gioca la faccia. Io sono orgoglioso di avere, come amministrazione comunale, dato dei segnali importanti in questi primi due anni. Inoltre la Procura di Catania è diventata, nel giro di pochi anni, la terza Procura d’Italia come capacità e incisività della propria azione. Per questo è necessario che insieme a Federconsumatori, Cgil e tutta la società civile catanese, si avviino buone prassi, anche prendendo spunto da quanto viene fatto di buono fuori dalla Sicilia. Sono pronto ad istituire a Catania una consulta dei consumatori, e vi chiederò suggerimenti su temi come acqua, trasporti, servizi, cultura e altro. Non mi riferisco alle sole competenze comunali ma a tutti quei servizi che devono funzionare per bene, con uno standard che risulti all’altezza di una città europea moderna“.

Ma come accoglie queste analisi e queste richieste la Federconsumatori? Risponde il vicepresidente nazionale Veroli: “Oggi dal sindaco ci è arrivata una richiesta di collaborazione. È una cosa importante e concreta, poiché noi rappresentiamo il bisogno dei cittadini che vengono da noi quando le cose non vanno come dovrebbero. Noi rispondiamo a Bianco di essere completamente a disposizione, indicando anche la strada della costruzione delle carte dei servizi pubblici, per fare in modo di creare insieme gli standard di qualità dei servizi, come peraltro previsto dalla legge, e controllando dunque che questo livello di qualità venga rispettato. Questo è un lavoro che possono fare insieme istituzioni e associazioni dei consumatori. C’è poi un’ asimmetria tra grandi aziende, sistema della giustizia e cittadini. Questi ultimi si sentono in difficoltà rispetto ai problemi per i rapporti con banche, assicurazioni, grandi aziende. Tutto ciò mentre l’inflazione è bassa e le tariffe aumentano sempre di più. Questo non dobbiamo ignorarlo”.

Ha concluso la segretaria regionale Cgil Mimma Argurio: “Non ci può essere sviluppo senza legalità. Siamo nel territorio con quest’approccio e lo facciamo in mille modi: col sindacato di strada grazie alla Flai, con gli edili, a fianco dei lavoratori delle aziende confiscate o sequestrate, e con tutte le altre sigle di categoria che ogni giorno si misurano con temi difficili”.

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