Ex autisti soccorritori catanesi ancora in protesta, questa volta in Prefettura: padri di famiglia ancora in cerca di soluzioni

Ex autisti soccorritori catanesi ancora in protesta, questa volta in Prefettura: padri di famiglia ancora in cerca di soluzioni

CATANIA – Si è spostata davanti alla sede della Prefettura del capoluogo etneo la protesta dei nove ex autisti soccorritori dell’ex One Emergenza, poi passata al timone della First Aid One, ancora per ricevere una risposta definitiva alla loro situazione di disoccupazione.


Padri di famiglia disperati, allo stremo, che hanno atteso e continuano ad attendere, nonostante sia trascorso troppo tempo dal loro licenziamento e dalle ordinanze del Giudice del Lavoro del Tribunale di Catania che obbliga l’azienda incriminata ad assumere i lavoratori nello stesso luogo e con le stesse modalità.


Stamani la protesta, pacifica come sempre, come solo dei grandi uomini sanno fare: in silenzio, con uno striscione alle spalle, delle cartacce in mano e la speranza nel cuore. La speranza che prima o poi, quello che gli spetta di diritto, gli venga dato: nulla di così impossibile, solo un contratto di lavoro per portare il pane a casa e per riavere, una volta per tutte, la dignità che nel corso di questi mesi gli è stata tolta.


Prima di recarsi in Prefettura i lavoratori avevano manifestato, notte e giorno, nella piazza antistante l’ospedale Garibaldi di Catania. Lì dove svolgevano il loro lavoro e proprio lì dove gli è stato tolto, ingiustamente. Da parte della First Aid One, nonostante le varie ordinanze, sempre la solita soluzione: un contratto di lavoro in un’altra regione d’Italia. Ma gli ex autisti soccorritori non ci stanno: è a casa loro che vogliono lavorare.



Sin dai primi giorni di protesta nel nosocomio catanese un via vai di autorità e personaggi politici ha dato vita soltanto a fiumi di parole e a zero fatti. Nessuno di quelli intervenuti è riuscito a trovare una soluzione: l’ultimo giorno di manifestazione, saliti in preda alla disperazione sul tetto dell’ospedale catanese, si è svolto un incontro tramite un tavolo tecnico con i dirigenti del nosocomio che, però, non ha portato a nulla. I fatti stanno pari a zero: “Abbiamo dimostrato che la First Aid One ha in carico dipendenti assunti per determinate ore e che invece lavorano il doppio di quanto dovrebbero – ci spiega un ex lavoratore -. Se le ore di questi volontari (almeno questo pare che siano) diminuissero con la turnazione che gli spetta, anche noi potremmo di nuovo essere assunti dall’azienda“.

Presente all’evento di oggi anche il legale dei nove ex autisti, l’Avvocato Davide Cuomo. Dai piani alti della Prefettura hanno stimato un tempo di dieci giorni circa per prendere atto della documentazione fornita dai nove ex dipendenti e per poter dare una risposta. Che si spera, questa volta, possa essere positiva. E che soprattutto, porti a una soluzione, definitiva e concreta. Che poi, in fondo, è quella che si meritano questi padri di famiglia.