Estensione autostrada A18 a Modica, Cascone: “Ci auguriamo che sia fatta”

Estensione autostrada A18 a Modica, Cascone: “Ci auguriamo che sia fatta”

RAGUSA – Un’importante infrastruttura, pensata per collegare due dei tre poli petrolchimici della Sicilia da oltre trent’anni nei progetti, ma ancora operativa solo per 40 chilometri. Stiamo parlando dell’autostrada Siracusa-Gela, prosecuzione del percorso denominato A18. Aperta nel 1983 per il primo tratto Siracusa-Cassibile, passarono ben 25 anni prima che venisse aperto, il 14 marzo 2008, il troncone Cassibile-Noto e in seguito, il 24 ottobre dello stesso anno, il tratto Noto-Rosolini.


I lavori per estendere l’arteria fino a Modica, nel Ragusano, partiti nel 2014, sono stati interrotti circa un anno fa. Nello scorso mese di marzo ci fu anche un’inchiesta riguardante un giro di tangenti, che portò all’arresto dei vertici delle società impegnate nei lavori e del vicepresidente del Cas, Consorzio Autostrade Siciliane, Antonino Gazzarra.


Inoltre per la realizzazione del segmento fino a Ispica, in provincia di Ragusa, c’è in ballo un finanziamento dell’Unione Europea. Se la tratta non verrà aperta entro marzo del prossimo anno i fondi andranno perduti. Tutto questo, assieme alla speranza che l’infrastruttura venga aperta il prima possibile e alla motivazione nel lavorare da parte degli operai, ha portato nei giorni scorsi qualcuno di loro a tornare nel cantiere, malgrado l’assenza del parere del Cas e del pronunciamento del Tribunale di Roma sul concordato preventivo della Condottte acque spa, una delle società appaltatrici.



La situazione coinvolge anche l’aspetto occupazionale e una panoramica più completa ce la dà il segretario generale della Fillea Cgil Ragusa, Franco Cascone, che sottolinea come da un anno si combatta per portare a compimento l’opera il prima possibile.

“I lavori teoricamente si sono fermati ad agosto 2017 – spiega Cascone –, ma fino a dicembre alcuni operai lavoravano. Dopodiché però il Cas ha pagato lo Stato avanzamento lavori in ritardo, il 5 gennaio la Condotte ha chiesto il concordato preventivo e tutto si è bloccato. In merito a questo aspettiamo il 17 luglio, giorno in cui si pronuncerà il Tribunale di Roma. Ricordo che al momento il 70 % dell’appalto lo detiene la Condotte, mentre il restante 30% lo detiene la Cosedil. Noi lo scorso anno come organizzazione sindacale abbiamo avuto incontri con Cosige e con l’assessore Bosco, ma col cambio del governo è rimasto tutto fermo”.


Con il nuovo assessorato arrivano anche nuovi sviluppi, grazie a nuovi incontri nel tentativo di dare una nuova svolta, soprattutto per l’accordo tra le società.

“A febbraio ci sono stati degli incontri a Pozzallo – continua Cascone – con l’assessore Falcone e con altre autorità, affinché le società trovassero un accordo. Per vigilare sui cantieri sono arrivati operai della Cosige, che sono stati pagati dal Cas, grazie a una nostra azione, fino al mese di maggio. Il Cas adesso deve vedere meglio la situazione e lunedì avrà una riunione a Messina con la Cosedil. Adesso i lavori sono ripartiti con 7 persone, ma dobbiamo attendere il parere del Cas sull’accordo tra Condotte e Cosedil e in caso di recessione si aprirà un contenzioso che porterà a bloccare i lavori”.

Proprio questi ultimi devono vedere almeno la tratta Rosolini-Ispica operativa entro i primi mesi del 2019, altrimenti “si perderanno – puntualizza Cascone – i 70 milioni della Comunità Europea se ciò non avverrà entro marzo 2019. Per quanto riguarda il restante tratto Ispica-Modica si deve far vedere che i lavori vanno avanti, come dice la normativa. Le gallerie sono già complete e si deve solo asfaltare”.

L’accordo dello scorso 11 giugno tra la Condotte e la Cosedil ha avuto come obiettivo l’acquisizione totale dei lavori da parte della seconda, ma la strada è ancora irta.

“L’accordo deve essere recepito dal Tribunale di Roma e dal Cas – conclude Cascone – e la Cosige, che è un consorzio fatto da Condotte e Cosedil, è stata messa in liquidità. Noi ci auguriamo che l’opera venga fatta, indipendentemente dal fatto di chi sia, per lo sviluppo economico e per il bene dei siciliani. Al momento ci sono 8 operai Cosedil, altrettanti delle ditte subappaltatrici e 30 della Cosige, che aspettano di essere messi sotto contratto dalla nuova ditta. Aspettiamo che il presidente Musumeci ci convochi per chiarire la situazione, anche perché non viene pagata la cassa edile da dicembre”.