Emergenza abitativa e occupazione abusiva di immobili, Nicolosi: “Vogliamo legalità su tutto”

Emergenza abitativa e occupazione abusiva di immobili, Nicolosi: “Vogliamo legalità su tutto”

CATANIA – Il recente decreto del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sullo sgombero degli immobili occupati abusivamente ha riacceso in Sicilia un dibattito, quello relativo all’emergenza abitativa. Un tema di grande attualità per la nostra isola, riguardo soprattutto alle grandi città.


La questione chiama in causa alcuni aspetti. Il primo è quello relativo all’assegnazione degli alloggi e a Catania il problema si pone in particolar modo nei quartieri periferici. Il secondo è attinente agli sfratti e alla morosità negli affitti, e in questo senso il capoluogo etneo detiene un record a livello regionale, con un valore pari a 746, che lo porta a essere il primo centro in Sicilia. Il terzo infine si riferisce a una vera e propria “guerra tra poveri”, in quanto spesso coloro che occupano si stabiliscono su case già assegnate a persone altrettanto indigenti.


Dopo l’emanazione del decreto, le reazioni da parte dei sindacati non si sono fatte attendere. La segretaria provinciale del Sunia di Catania, Giusi Milazzo, lo ha giudicato grave, in quanto la velocizzazione degli sgomberi peggiora sempre più la condizione di vita dei più poveri. Il segretario generale della Sicet Cisl Catania, Franco Nicolosi, sottolinea invece come il principio fondamentale sia la legalità e come bisogna “censire” le famiglie che occupano le case.


“Il nostro sindacato – afferma Nicolosi – vuole la trasparenza e la legalità su tutto, anche in questa guerra tra poveri. Non è giusto cacciare fuori persone che hanno bisogno di un alloggio, ma non è nemmeno giusto che gli anziani che si allontanano un paio di giorni da casa appena tornano trovano gli immobili occupati. Le case assegnate non si occupano dal principio, cosa che a Catania è accaduta sia negli alloggi popolari del Comune che in quelli dell’Iacp (Istituto Autonomo Case Popolari). Deve essere effettuato un controllo sulle condizioni di vita di queste famiglie e capire se hanno davvero bisogno e se hanno i requisiti. A Catania ci sono oltre 4mila persone che occupano abusivamente le case e questo non si può accettare”.



L’esiguità degli alloggi è un altro problema di non poco conto e lo stesso valore numerico si può applicare per i cittadini che sono in attesa di una casa. Le iniziative a livello politico per porre fine alla questione però non si vedono.

“Tutti hanno diritto ad abitare – continua Nicolosi –, ma da oltre dieci anni il governo non finanzia programmi costruttivi e l’Iacp non può consegnare alloggi. Il Comune ha rallentato a causa della mancanza di finanziamenti, anche se di recente è stato predisposto un bando per la sistemazione di 144 case di proprietà dell’Istituto, che però deve cedere la proprietà ancora prima di iniziare i lavori. Altrimenti il Comune non potrebbe sfruttare i finanziamenti che ha avuto. In merito a ciò l’ingegnere Bella, responsabile ufficio tecnico Iacp, mi disse che c’erano dei problemi. Negli ultimi 4 anni sono stati assegnati solo 24 alloggi a Librino. In questo momento gli edifici occupati a Catania sono, oltre che a Librino, anche a San Giovanni Galermo e i piani costruttivi in città sono o per gli sfrattati o per alloggi di emergenza, ovvero per chi non ha più un appartamento abitabile”.

Per combattere quindi l’occupazione abusiva degli immobili, la manovra del governo viene vista di buon occhio e le azioni per fare “un’anagrafe” alle famiglie non mancheranno.

“Il decreto è un buon deterrente – conclude Nicolosi – e le regole vanno rispettate. Assieme al segretario generale della Cisl, Maurizio Attanasio, abbiamo deciso di effettuare l’analisi delle famiglie per capire anche il motivo per il quale alcune di esse percepiscono contributi e altre no. Senza una casa la famiglia si disgrega”.